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Effetti collaterali

Volkswagen, chi guadagna con lo scandalo

Volkswagen, chi guadagna con lo scandalo

Se è vero che Volkswagen ha già messo a riserva 6,5 miliardi di euro per attutire il colpo delle sanzioni per gli 11 milioni di auto taroccate, c’è da chiedersi cosa succederà a livello macroeconomico in Germania (ma anche nel resto d’Europa). Se è vero che Berlino è l’orgogliosa locomotiva economica del vecchio Continente, l’industria automobilistica tedesca è certamente uno dei propulsori principale dell’economia teutonica.


Il danno per la falsificazione dei livelli d’inquinamento potrebbe facilmente espandersi non solo alle società dell’automotive tedesco, ma potrebbe avere un effetto domino sul tutti i produttori europei. Di certo si sta cercando di cubare il costo di questo mega raggiro e gli effetti indotti anche sul resto delle produzioni teutoniche.  Non a caso il capo economista del Diw (Istituto economico tedesco), Marcel Fratzscher, ha già ammesso (con un articolo pubblicato ieri dalla Bild) che lo scandalo Vw avrà «ampie e gravi conseguenze». Fratzscher prevede perdite di posti di lavoro e possibili effetti su tutto il made in Germany. Quanto alla multinazionale tedesca dell’auto per l’economista l’entità stimata delle multe in possibile erogazione sarebbero solo la punta dell’iceberg dei danni: «Il danno all’immagine di Vw avrà gravi costi non solo sul mercato americano, ma anche a livello globale».
Il problema è che non sarà possibile arginare e limitare l’effetto domino alla sola casa automobilistica: «Con questo saranno messi a rischio posti di lavoro e molti subfornitori in Germania», aggiunge l’economista che teme che lo scandalo possa penalizzare anche l’intero export tedesco, visto che il marchio «Vw era finora un’insegna per i prodotti made in Germany».


Insomma, i danni andranno arginati al più presto. E non finiscono qui. Volkswagen negli Usa non se l’è mai passata benissimo. Anzi la quota di mercato è modesta. Però le difficoltà dei tedeschi potrebbero facilitare la vita agli italiani. Sergio Marchionne, soddisfatto dei risultati raggiunti da Fiat Chrysler potrebbe riuscire nel corteggiamento (finora infruttuoso) a General Motors. Il risiko dell’auto è mondiale ma sempre dagli Usa sembra partire. E poi c’è da vedere cosa succederà in Europa (ma anche in Cina dove la casa tedesca è molto esposta), con i test di inquinamento. Bruxelles assicura che saranno rigorosi, l’Italia pure. Di certo il danno non sarà limitato agli Stati Uniti. E le case giapponesi potrebbero approfittare del colpo a Vw per allargarsi e tentare nuove scalate. Insomma, il bluff sui livelli di inquinamento rischia di costare molto più dei 6,5 miliardi messi da parte. E di innescare pure nuove geometrie e accordi nel settore.

Antonio Castro 

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Commenti all'articolo

  • francodavo9

    23 Settembre 2015 - 14:02

    Lo capite o no??? SI TRATTA DI GUERRA COMMERCIALE quanto inquinano le enormi jeep le dodge a 12 cilindri le HUMMER le Harley Davidson??????ah ah ke barzelletta ah ah ah

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  • zydeco

    23 Settembre 2015 - 12:12

    Si capisce perche' i politici italiani seguano sempre pedissequamente le direttive tedesche. Perche' cercano di imparare come si fa a essere degli imbroglioni su larga scala e non ladri di galline come sono loro. Altro che mafia capitale! Questi hanno imbrogliato tutto il mondo con la connivenza del loro governo. Altro che Europa.

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  • boss1

    boss1

    23 Settembre 2015 - 11:11

    gli angloamericanisionisti domineranno a breve gran parte del mondo dove non sono riusciti con le guerre ci stanno riuscendo con l'economia. p.s. quali sono le origini degli Elkan?

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    • me nono

      23 Settembre 2015 - 12:12

      Ma tu ci sei o ci fai?

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      • boss1

        boss1

        23 Settembre 2015 - 16:04

        ci faccio, per vedere se qualcuno come te ci casca.ciao.

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  • brontolo1

    23 Settembre 2015 - 11:11

    deutschland unter alles..!

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