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La storia

Ecco perché la Volkswagen è nata da una truffa

Ecco perché la Volkswagen è nata da una truffa

Una fabbrica di auto produttrice di modelli «simpatici» come poche, la Volkswagen! In particolare il Maggiolino: Käfer per i tedeschi, Beetle per gli americani, con la sua forma da macchinina giocattolo in formato gigante. Era un «maggiolino tutto matto», in particolare, il famoso Herbie: la pugnace utilitaria da corsa con l' anima, protagonista del famoso film Disney del 1968. Ed è un maggiolino anche la altrettanto famosa macchina che l' ex-presidente dell' Uruguay Pepe Mujica ha guidato, preferendola all' auto blu, durante il suo mandato. Per tenersi quel modello del 1987 dal valore di non più di 2000 dollari ha perfino rifiutato l' offerta milionaria di uno sceicco collezionista.

La voglia di sorridere, però, passa un po' quando si apprende che la Volkswagen fu concepita per essere un fiore all' occhiello del regime di Adolf Hitler. E adesso che in molti sono sorpresi per il modo in cui la truffa della Volswagen sulle emissioni sembra contraddire l' atavica immagine dei tedeschi come persone serie, può essere pure interessante ricordare come in realtà anche la storia di questa società iconica sia iniziata con una colossale truffa. La vicenda inizia con la nota passione di Hitler per le auto: in particolare le Mercedes. Eppure, una volta al potere si adoperò proprio per creare a quella società il più temibile dei concorrenti. Già nel 1933 convocò infatti il pilota e costruttore di vetture da corsa austriaco Ferdinand Porsche, per incaricarlo della realizzazione di un' utilitaria alla portata delle tasche di tutti i tedeschi. Dopo quattro anni di studi ed esperimenti, la società fu infine costituita nel maggio 1937 a opera del Deutsche Arbeitsfront, il Fronte tedesco del lavoro, sindacato unico hitleriano.
Fu proprio il Fronte a curare la distribuzione delle speciali cedole con cui gli operai tedeschi potevano prenotare la nuova vettura, che sarebbe costata 5 marchi alla settimana.

Lo scoppio della guerra dirottò però le linee di montaggio verso le esigenze belliche, e ne venne fuori il mitico Kubelwagen, «auto tinozza»: la camionetta tedesca che ben figurò su tutti i fronti. Un' altra versione militare fu la Schwimmwagen: «auto che nuota», veicolo anfibio su quattro ruote motrici. Le uniche 210 Vw civili costruite furono date a funzionari di partito, e almeno 20.000 persone che avevano anticipato i soldi li persero completamente. Appunto, la truffa originaria della Volkswagen.

Dopo il 1945 quello che era rimasto degli stabilimenti fu utilizzato dall' esercito inglese, nella cui zona di occupazione rientravano gli impianti. Ma si trattava di poca roba, e sarebbe stata probabilmente smantellata, se Stalin non si fosse messo in testa di chiederne il trasferimento in Russia, come riparazione di guerra. Pur di non dargli i macchinari gli inglesi dissero che «la produzione di auto degli stabilimenti era indispensabile alle truppe di occupazione», e a quel punto furono costretti a far partire davvero la produzione di Maggiolini in serie. Offrirono a Ford di occuparsene ma l' azienda rifiutò, non gli sembrava che ne valesse la pena.

Così, quando l' 8 ottobre 1949 il regime di occupazione si concluse, la Volkswagen fu affidata al governo della nuova Repubblica Federale di Germania, che a sua volta la passò al Land della Bassa Sassonia. Tuttora il governo regionale detiene il 12,7% delle azioni, e una quota di controllo del 20% di quelle con diritto di voto.

Maurizio Stefanini

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    29 Settembre 2015 - 12:12

    Non è così- La VW nasce per volee di Hitler che voleva dare alle masse che lo osannavano un'auto. Insomma Hitler pagava il consenso.

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  • imahfu

    26 Settembre 2015 - 17:05

    L'affare VW nasconde quello degli immigrati secondo FI. Insomma il nemico pubblico n. 1 è la Germania, segue l'immigrato. Ecco perché FI sparisce.

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    • imahfu

      29 Settembre 2015 - 11:11

      Non si perdona alla Germania l'aver considerato l'ex cav. per quello che era.

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