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Fosca profezia

Scandalo Volkswagen, l'Acea: "Complotto, gli Usa vogliono distruggere i motori diesel per far fuori i costruttori europei"

Scandalo Volkswagen, l'Acea:

Un attacco all'Europa e ai motori diesel. L'obiettivo? Far fuori i maggiori rivali nell'industria automobilistica colpendo il gasolio. L'accusa, che somiglia tanto a una fosca profezia, arriva dall'Acea: l'associazione dei costruttori europei, a forte trazione tedesca, prova a rispondere allo scandalo diesel scoppiato negli Usa tirando nuovamente in ballo la tesi del complottone di americani e giapponesi (General Motors e Toyota sono i due principali avversari di mercato del gruppo Volkswagen) ai danni di Vw e in generale dei colossi del Vecchio Continente. 

La guerra al diesel - Il riferimento è, peraltro, a una tendenza che si sta affermando anche nella stessa Europa: bandire i motori diesel dai centri delle grandi città, con Londra e Parigi in prima linea nella battaglia ecologista. Il rischio è che i grandi costruttori vengano messi all'angolo, con perdite miliardarie proprio sul fronte diesel. Non a caso l'Acea, come sottolinea Repubblica, ha inviato una lettera ai capi di governo chiedendo il rinvio di 2 anni (dal 2017 al 2019) dei nuovi tetti di emissioni inquinanti. "Siamo consapevoli - scrivono i colossi automobilistici - che gli Stati Uniti vogliono sfidare il ruolo di leadership che i produttori europei hanno a livello mondiale" nei diesel. 

"Emissioni cancerogene" - Già nel 2012 l'Organizzazione mondiale della sanità aveva puntato il dito contro i motori a gasolio, i cui gas di scarico secondo l'Oms possono essere causa di tumori ai polmoni, facendo passare tali emissioni dal gruppo 2 ("sostanze potenzialmente cancerogene) al gruppo 1 ("cancerogene certe"). Anche da qui la sfida lanciata da Volkswagen per il "diesel pulito" (quello che ha provocato lo scandalo americano), cui i detrattori obiettano che a fronte di una diminuzione di anidride carbonica emessa ci sia un aumento di ossidi di azoto, le cosiddette "polveri sottili" pericolosissime per l'uomo. I difensori del diesel pulito sostengono invece che questi ossidi di azoto vengono eliminati dai Fap, i filtri anti-particolato al centro di test assai costosi. Anche per questo Volkswagen, taroccando i suoi motori con un software, risparmiava circa 300 euro ogni auto analizzata.

L'Europa in panne - Al momento, per costi alti e impatto mediatico devastante, il futuro del diesel pare incerto. La sfida per i produttori europei è adeguarsi e passare all'ibrido: problema non da poco, perché in ballo non ci sono solo l'inquinamento e l'ambiente, ma la sopravvivenza di una industria fondamentale per il futuro dell'Europa.

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Commenti all'articolo

  • armandospadicchio

    05 Ottobre 2015 - 11:11

    Al di la dei test il motore diesel FAP o no , è il più pulito ed efficiente . se magari invece di esasperare le prestazioni pensassero ad ottimizzare la combustione e il gasolio stesso tutto andrebbe per il meglio

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  • Karl Oscar

    04 Ottobre 2015 - 09:09

    Uber Alles furbi ed imbroglioni , hanno sempre avuto l'atteggiamento da primi della classe e da nazione guida, imponendo sacrifici alla altre nazioni ;ma gli States,novelli paladini ecologisti pur essendo tra i maggiori inquinatori hanno sferrato un vero attacco all'Europa. Questi sarebbero i nostri alleati? Rivediamo tutto cowboys :Iraq,Siria,Torri gemelle,società di rating. Acca nisciun è fess!

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  • egenna

    04 Ottobre 2015 - 08:08

    Siamo andati avanti per cent'anni con il piombo nelle benzine,che rendeva deficenti,e adesso si indignano perché il diesel inquina un po di più di quello che hanno detto,da che pulpito viene la predica,dal maggior inquinatore della Terra ,che non ha nemmeno firmato il trattato di Kioto, farabutti...

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  • egenna

    04 Ottobre 2015 - 08:08

    Siamo andati avanti per cent'anni con il piombo nelle benzine,che rendeva deficenti,e adesso si indignano perché il diesel inquina un po di più di quello che hanno detto,da che pulpito viene la predica,dal maggior inquinatore della Terra ,che non ha nemmeno firmato il trattato di Kioto, farabutti...

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