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L'addio

Rcs, dopo le dimissioni di Pietro Scott Jovane la decisione di John Elkan: l'uscita dall'editoria italiana

Rcs, dopo le dimissioni di Pietro Scott Jovane la decisione di John Elkan: l'uscita dall'editoria italiana

Manca solo la ratifica del Cda del gruppo editoriale Rcs, ma di fatto le dimissioni di Pietro Scott Jovane sono un episodio ormai acquisito. L'uscita di scena del manager, per il Fatto "la cacciata", per le agenzie di stampa una "decisione consensuale", arriva a pochi giorni dall'ultima grande cessione del gruppo, la vendita del comparto libri con Rizzoli passato nelle mani di Mondadori. Un'operazione servita soprattutto per allontanare l'ipotesi di chiedere agli azionisti un nuovo aumento di capitale, e nessuno aveva voglia di rimettere mani al portafogli dopo i quasi 400 milioni già iniettati in cassa. Sul fronte debiti la situazione in Rcs non è la più solare, anzi al 30 giugno ammontavano ancora a 526 milioni di euro. Anzi a dare retta ai numeri snocciolati da uno degli azionisti, Urbano Cairo, la gestione Scott Jovane non avrebbe avuto motivo di continuare.

Gli attacchi - La conferma del manager arrivata lo scorso 23 aprile era stata la vittoria di uno dei principali azionisti di Rcs, John Elkann che con la holding Exor ha in mano il 16% delle quote societarie. In quell'occasione, ricorda il Fatto quotidiano, Elkann aveva commentato: "Non c'è ragione di cambiare chi lavora bene". Eppure le previsioni sulla riduzione dei debiti è stata ampiamente disattesa e i crediti vantati da diversi istituti bancari rischiano di convertirsi in quote azionarie, riducendo notevolmente il peso di tutti gli altri soci. Gli azionisti più critici hanno poi attaccato la scelta di Scott Jovane di aver "svenduto" il palazzo storico del Corriere della sera in via Solferino, senza dimenticare quel bonus che il manager e altri dirigenti si erano attribuiti - salvo poi ripensarci - dopo dolorosi tagli di personale. E come dimenticare le polemiche per aver affiancato alla Gazzetta dello sport anche un inserto sulle scommesse, minando la credibilità di una testata che contro gli scandali del calcioscommesse aveva portato avanti intere inchieste. C'è stato anche il caso scoperto da Wired dei clic fasulli, comprati da Rcs per gonfiare i dati del traffico del sito e poi lo scontro con il direttore dell'epoca del Corsera, Ferruccio De Bortoli, costretto in sostanza alle dimissioni la scorsa primavera.

La fuga - Ora che non c'è più il suo manager di riferimento, John Elkann potrebbe prendere una decisione drastica sulle scelte di investimento futuri della holding della famiglia Agnelli. Il mese scorso la Exor è diventata azionista di maggioranza dell'Economist, conquistando così uno spazio internazionale nel mondo dell'editoria. Le esigenze di Fca dentro i confini italiani cominciano a stare strette, gli affari di famiglia riguardano sempre meno l'Italia e sempre più gli Stati Uniti. Così non dovrà sorprendere se in un futuro neanche tanto lontano, Elkann coglierà l'occasione al volo per liberarsi di quel 16% in Rcs, oltre che l'intera società editoriale che raccoglie La Stampa e il Secolo XIX, magari dopo la fine della sempre più probabile fusione tra i due giornali.

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