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Fmi in Perù

Lima, Mario Draghi e la possibilità di espandere il quantitative easing

Lima, Mario Draghi sul quantitative easing:

La possibilità che il presidente della Bce Mario Draghi dilati i termini del quanitative easing è sempre più concreta. Da Lima, dove Draghi si trovava per l'annuale meeting del Fmi, il 9 ottobre, è arrivato un messaggio chiaro: "Stiamo monitorando da vicino ogni rilevante nuova informazione e siamo pronti a usare tutti gli strumenti disponibili all'interno del nostro mandato per agire, se necessario, in particolare aggiustando l'entità, la composizione e la durata del programma di acquisto". 

Il piano - L'obiettivo di Draghi è questo: creare un piano di quantitative easing extra-large aumentando l'attuale capacità, che è di 60 miliardi di euro al mese, e l'attuale scadenza prevista per settembre 2016. La proposta ufficiale potrebbe essere presentata alla riunione di Malta in programma per il 22 ottobre. Draghi vuole adottare nuove misure per aiutare un'economia europea in lentissima ripresa e per questo ha detto: "La Bce è pronta ad agire, nei limiti del suo mandato, se necessario. Ma la politica monetaria non può fare tutto".

Uno scenario difficile - È importante considerare anche lo scenario economico che circonda l'Ue. Gli Stati Uniti sono in costante crescita economica ma altre realtà fanno fatica a riprendersi e sono instabili. I paesi emergenti, in particolare, rappresentano per Draghi un rischio. Dalla Cina al Brasile, il dilatarsi delle aree che presentano criticità impone una stretta sorveglianza della Bce e dunque anche rapidità di azione. Così come serve una stretta sorveglianza da parte della Bce sui paesi con il maggior debito. "A loro serve un' elevata disciplina fiscale", ha detto Draghi. Perché altrimenti, questi Paesi non saranno pronti quando l'attuale fase di bassi tassi di interesse giungerà a termine.

La resistenza dei tedeschi - In questo scenario a Draghi non faranno di certo gioco le resistenze della Bundesbank. I tedeschi si oppongono a qualsiasi ampliamento del piano di acquisti. Lo ha ribadito proprio da Lima, il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. "Iniziamo a vedere più chiaramente i limiti di politiche macroeconomiche espansive", ha detto Schaeuble che ai rimedi del "Wathever it takes" non crede più.

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Commenti all'articolo

  • igorcass

    11 Ottobre 2015 - 19:07

    Politica monetaria che non arriva all'economia reale. Servono deficit statali piú ampi, oltre il limite del 3% e con politiche volte alla piena occupazione. Soltanto raggiunta questa si potrà dire quale è il limite giusto del deficit. Serve rimettere in primo piano la persona, il suo lavoro, la sua dignità e lasciare da parte conti e numeretti che tali sono.

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