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I furbetti

Al sud è falso un incidente su 3 Però l’Rca aumenta per tutti

Al sud è falso un incidente su 3 Però l’Rca aumenta per tutt

A livello nazionale il 16,4% degli incidenti stradali è a rischio frode, ma in alcune aree del Paese la percentuale schizza all' insù. È il caso, per esempio, della Campania: a Napoli e dintorni il 39,4% dei sinistri puzza di bruciato contro l' 8,3% della Valle d' Aosta, il 9,7 % del Veneto o l' 11,1% della Lombardia. I dati si riferiscono al 2013 e sono stati presentati dall' Ivass, l' Istituto vigilanza per le assicurazioni, che ha diffuso altre cifre significative. Entrando ancora più nello specifico, l' incidenza degli incidenti sospetti nel 2013 è stato dell' 11,6% nel Nord, del 15% nel Centro Italia, del 29,9% nel Mezzogiorno e del 18,6% nelle Isole. Usando altre cifre, due anni fa i tamponamenti sospetti sono stati circa 460mila su 2 milioni e 800mila incidenti denunciati in tutta la Penisola.
Nelle aree dove è diffuso il fenomeno delle frodi, si innesca un meccanismo perverso che mette fuorigioco i periti delle assicurazioni, intasa i tribunali e moltiplica i conflitti di interesse. La casistica suggerisce questo modus operandi. Chi vuol fare il furbetto, denuncia il tamponamento anche a distanza di mesi dall' impatto.


Quasi sempre attraverso studi legali. In questo modo i veicoli risultano già riparati, e quindi non possono essere controllati dagli esperti delle assicurazioni. Per dirimere la faccenda, tutto finisce sulle scrivanie dei giudici di pace. Che da una parte vengono sommersi di carte, dall' altra rischiano di entrare in conflitto di interesse: alcuni di loro sono pure avvocati. Specializzati in infortunistica stradale. Per stabilire torto e ragione, i giudici devono ricorrere a testimoni che non di rado - come accertato dalle forze dell' ordine - risultano falsi. Per evitare questo manicomio, è frequente che le assicurazioni scelgano il male minore. Pagano. Anche per gli incidenti che in altre zone d' Italia verrebbero stoppati. Per recuperare i quattrini buttati al vento, si alzano i premi assicurativi per tutti gli automobilisti.
I numeri sono chiari. I sinistri avvenuti nel 2012 e denunciati solo nel 2013-2014 sono il 29,98% nella provincia di Napoli e il 23,45% in tutta la regione Campania.  In Lombardia la percentuale è del 2,67% e nella provincia di Milano si tocca il 2,66%. E ancora: Calabria 6,91%, Lazio 4,92%, Sicilia 4,93%, Veneto 2,34%. Nel Belpaese, la percentuale degli incidenti avvenuti nel 2012 ma denunciati solo nel 2013-2014 è del 5,25%.


Non c' è quindi da stupirsi se il premio medio Ivass - al dicembre 2014 - sia di 766 euro nel Napoletano contro i 448 di Milano, i 549 di Roma, i 460 di Torino, i 492 di Palermo.  Queste cifre sono ovviamente chiare anche al governo, che infatti tenta di intervenire col cosiddetto ddl concorrenza. Una delle idee è l' introduzione di uno sconto obbligatorio in favore degli assicurati più virtuosi (e cioè che non abbiano tamponato negli ultimi 5 anni) purché residenti in regioni dove il costo medio dell' assicurazione è più elevato e abbiano installato una scatola nera. Per fare un esempio, uno scrupoloso automobilista partenopeo avrebbe diritto al bonus, un suo omologo milanese no.


Non solo. In questo modo verrebbe cancellato uno dei criteri oggettivi per la definizione del rischio (e quindi per determinare l' entità dei premi in Italia): quello sulla provincia di residenza. Un territorio viene infatti valutato anche per la qualità e la manutenzione della rete stradale. Se venisse introdotta la novità dello sconto, ci sarebbe un risultato discutibile: farebbe ricadere sui cittadini delle regioni che hanno investito di più sulla sicurezza delle arterie (e che quindi sono meno rischiose per gli automobilisti), la situazione nei territori meno scrupolosi. E dove ci sono più guidatori «furbetti». Detto brutalmente. Gli automobilisti giudiziosi e delle città virtuose, pagherebbero le frodi concentrate in alcune province d' Italia.
La piaga dei furbetti In Italia il 16,4% dei sinistri è sospetto, ma nel Mezzogiorno le percentuali salgono: a Napoli il 39% contro l' 11% della Lombardia. La conseguenza è che il nostro Paese paga i premi più alti nella UeAl sud è falso un incidente su 3 Però l' Rca aumenta per tutti.
MATTEO PANDINI

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Commenti all'articolo

  • dadorso65

    09 Marzo 2016 - 18:06

    Certo che fino a chè le assicurazioni rimarranno obbligatorie, i prezzi non potranno altro che salire di prezzo, come tutte le cose che in Italia sei obbligato ad avere , vedi conti correnti tv e auto . Lascia fare a loro che sanno come spennarci

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  • Satanasso

    12 Ottobre 2015 - 11:11

    Anche gli svizzeri sulle tanzenziali di Milano sfrecciano a 200 km orari perchè sanno che nessuno li controlla...Nel Sud fottono le assicurazioni, nel Nord-Est i veneti col porsche Cayenne dichiarano 500 euro di fatturato all'anno, i cinesi in Italia non versano un euro di tasse...tutto perchè lo Stato italiano vale un cazzo !

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  • gigi0000

    12 Ottobre 2015 - 11:11

    Una mia conoscente, che vive al sud da 50 anni, sostiene di non sopportare più la gente, che le fa odiare persino i luoghi. Per cambiare la testa della gente necessitano però diversi secoli. Non potendo continuare a sostenere le porcherie di tale gente con tale testa c'è una sola soluzione, praticabile: estrapolare Lombardia e triveneto dal contesto e che gli altri imparino a cavarsela da soli.

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  • imahfu

    12 Ottobre 2015 - 10:10

    Le compagnie hanno molte, troppe colpe. Non hanno mai voluto un loro controllore; ricorrono ad altro personale (vendibile...); non hanno mai voluto una loro officina qualificata (e pagano di più...talora con accordi tra officina e danneggiato).

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