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Il ravvedimento

Arrivano 65mila lettere dal Fisco. Ecco chi rischia le sanzioni e quanto paga

Arrivano 65mila lettere dal Fisco. Ecco chi rischia le sanzioni e quanto paga

L'Agenzia delle Entrate ha individuato 65mila ritardatari che non hanno inviato la propria dichiarazione dei redditi per il 2014 o hanno inviato documentazione incompleta. Sono contribuenti con partita Iva che entro lo scorso 30 settembre avrebbero dovuto mettersi in regola e che ora dovranno fare i conti con una serie di sanzioni previste dal Fisco che aumenteranno man mano che trascorreranno i giorni dalla notifica spedita per posta o Pec, la posta elettronica certificata.

Le lettere - Nell'avviso inviato dall'Agenzia delle entrate saranno presenti tutte le informazioni da perfezionare, dopo che il Fisco ha potuto mettere a confronto i dati delle presentazione annuale dei dati Iva con quelli relativi alla presentazione della dichiarazione annuale, nella quale sarà stato compilato il solo quadro VA.

Le sanzioni - Come scrive Italia Oggi, grazie alle modifiche della legge sul ravvedimento operoso, si può regolarizzare la propria posizione con l'applicazione di sanzioni minime senza limiti di tempo. E il Fisco non potrà più negare il ricorso al ravvedimento, che quindi sarà sempre ammesso, fatta eccezione per i casi con accertamento fiscale o quando arriva una comunicazione di irregolarità dopo un controllo formale. Una scadenza in realtà esiste, considerando che la sanzione sarà equivalente a un decimo del minimo, nel momento in cui il contribuente presenti le correzioni entro 90 giorni dal 30 settembre 2015.

L'eccezione - Caso più particolare riguarda chi ha presentato la dichiarazione compilando il quadro VA nella dichiarazione con partita Iva. Per loro la sanzione equivale a 1/9 entro i 90 giorni e a 1/6 entro l'anno successivo.

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Commenti all'articolo

  • burago426

    30 Ottobre 2015 - 23:11

    1000 euro a testa e via, mandiamo a casa un mucchio di impiegati, dell'agenzia delle entrate e finanzieri, che tu guadagni tanto o guadagni niente e se non guadagni niente se vuoi vivere in Italia ti dai da fare. Ma che diamine, per correre dietro ai ricchi spendiamo miliardi e miliardi in operazioni inutili per ricavarne nemmeno la metà.

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