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Soldi, i 12 trucchi per non farsi spennare. Conti, banche e fondi: dove investire

Secondo voi i soldi, solo i soldi, rendono felice una persona?

La Bce taglia i tassi, la Fed (quasi sicuramente) a dicembre li alzerà e a rimetterci sono i risparmiatori che non sanno letteralmente dove sbattere la testa per riuscire a ottenere dei rendimenti che non abbiamo lo zero come numero preponderante.

La scelta di due giorni fa, voluta dal numero uno della Bce Mario Draghi, di abbassare al nuovo minimo storico (-0,3%) il tasso sui depositi straordinari (il costo che gli istituti di credito della zona euro devono accollarsi per parcheggiare liquidità in banca centrale) ha infatti contribuito ad aumentare la volatilità sui mercati finanziari.

«Fino a qualche anno fa», spiega Bernardo Calini, consulente finanziario indipendente, riferendosi alle future scelte della Fed, «se mi avessero anticipato la notizia di un rialzo dei tassi di interesse, avrei reagito come i mercati finanziari, decisamente male. Mentre oggi un seppur lieve aumento dei tassi potrebbe significare una variazione della politica economica delle banche centrali e, finalmente, un riscaldamento dell' economia con un' inflazione in crescita», sottolinea.

«La divergenza tra la politica monetaria della Fed e della Bce», spiega Massimiliano Maxia, fixed income product specialist di Allianz Global Investors, «rimarrà uno dei temi fondamentali dei mercati finanziari anche per il 2016 e, di conseguenza, l' andamento del mercato obbligazionario negli Stati Uniti potrebbe essere molto diverso da quello dell' area euro».

Insomma, i risparmiatori italiani rischiano di brancolare nel buio. «In ottica 2016 è da escludere per il risparmiatore medio italiano, abituato alle ricche cedole dei titoli di Stato», dice Andrea Orsi, responsabile Investment Advisory di Banca Generali, «una ricerca di rendimenti allungando le scadenze o abbassando la qualità del credito».

Ma allora cosa scegliere? «In un contesto di volatilità sui tassi, come quello che ci aspetta dopo le decisioni della Fed e della Bce», spiega Stefano Mach, gestore di Azimut, «è opportuno gestire la parte obbligazionaria con strategie diversificate per durata finanziaria e per valuta in base alle differenti politiche monetarie adottate dalle banche centrali. L' unica soluzione possibile per ridurre il rischio di portafoglio è quella di utilizzare strategie di gestione attiva e dinamiche basate sulle capacità professionali dei gestori nell' identificare i singoli rischi».

In parole povere, meglio affidarsi a un esperto e puntare sui fondi comuni d' investimento. «Lo strumento migliore per avere la flessibilità adatta a fronteggiare le diverse situazioni resta il fondo comune di investiment», spiega il gestore di Azimut, «che unisce una forte diversificazione alle qualità gestionali, riducendo i rischi in maniera sistematica».

«Una prima soluzione può essere quindi ricercata in quei fondi obbligazionari di tipo flessibile (total return) dove il gestore ha la facoltà di diversificare in modo dinamico i propri investimenti lungo tutto l' universo di investimento obbligazionario e valutario», spiega Orsi di Banca Generali.

«Alla luce delle difficoltà di generare valore negli asset obbligazionari, dal 2014», continua, «abbiamo iniziato ad inserire gradualmente nei portafogli fonti alternative di ritorno e di rischio, con l' obiettivo di minimizzare la volatilità complessiva degli investimenti. In tale ottica, la nostra preferenza ricade sui fondi "alternative", dove l' industria del risparmio gestito sta lavorando alla creazione di nuove soluzioni, ma proprio per questo si impone un processo più accurato di selezione qualitativa dei gestori e delle strategie. Nell' ampio universo di fondi "alternative", crediamo che strategie improntate su asset ad elevata volatilità come azioni e valute diano la possibilità ai gestori di creare "valore relativo", offrendo all' investitore un profilo di rischio-rendimento differente dal mercato sottostante. Rientrano in questo campo i fondi azionari "long-short", ma attenzione che le caratteristiche gestionali, quindi livelli di rischiosità, possono essere molto diverse tra loro», conclude Orsi.

«Un' altra soluzione può essere quella dei fondi di tipo global macro (Planetarium - Athilia Blue LU0374937919) o sistematici, gestiti in maniera quantitativa o qualitativa», fa notare Fabio De Gaspari, responsabile asset management di Invest Banca, «che scommettono su trend o idee singole nell' ampio mondo dei mercati finanziari».

«Esistono poi strategie di nicchia», continua, «che sfruttano, ad esempio, il ribilanciamento degli indici o sono attivi nell' M&A (vedi Candriam Index Arbitrage Classique FR0010016477 o Risk Arbitrage) o sono attivi nella volatilità (vedi Amundi Funds Absolute Volatility Euro Equities LU0557872123)».

Gianluca Baldini

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Commenti all'articolo

  • DanieleBrtl

    21 Giugno 2016 - 07:07

    Sicuri che i fondi comuni d'investimento siano la soluzione migliore? A parte che la banca si prende delle commissioni per la gestione, facendo diminuire il nostro guadagno, con i fondi comuni la banca si prende i nostri soldi. Dopo qualche mese ti diranno che il prezzo è aumentato, li puoi vendere guadagnandoci. In realtà paghi il capital gain sul posivito, e non ci guadagni.

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  • pozzoinfinito

    18 Febbraio 2016 - 12:12

    E poi serve un po' di buon senso. Non strafare e cercare le opportunità anche in momenti difficile. Qui ci sono altri consigli http://www.webuildvalue.com/it/primo-piano/oltre-il-rischio.html

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  • wilegio

    wilegio

    06 Dicembre 2015 - 17:05

    Aggiungo il tredicesimo trucco: non avere un soldo. Io, personalmente, non rischio di essere spennato dalle banche: questo è poco ma sicuro!

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  • burago426

    06 Dicembre 2015 - 10:10

    ma che fondi e fondi, io ci ho rimesso persino le mutande con i fondi. E' come dire affido a te i soldi e vai al casinò . Quando lui va, se vince sono i suoi soldi, se perde sono i tuoi. Capite com'è il gioco?

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