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Sotto al tacco di Bruxelles

L'Europa ci rovina: banche fallite? "Conto azzerato, nessun rimborso"

L'Europa ci rovina: banche fallite?

È un crinale politico e finanziario scosceso (e scivoloso) quello su cui si avventura il governo per cercare di dare “sollievo”, sotto il manto “umanitario”, ai piccoli risparmiatori andati a sbattere nel fallimento delle 4 banche (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti), che ha comportato in centinaia di migliaia di casi perdite cospicue se non di tutti i risparmi investiti.

Ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dopo il vertice Ecofin a Bruxelles, ha provato a rassicurare i risparmiatori truffati, almeno i più indigenti. Spiega Padoan che «il governo sta studiando misure a sostegno delle fasce più deboli dei risparmiatori» che hanno risentito «di questa operazione di risoluzione». D’obbligo una precisazione: «Non è un rimborso ma un’operazione di natura umanitaria che riconosce lo stato dibisogno di una parte dei risparmiatori». In sostanza «l’intervento umanitario» dello Stato non rientrerebbe nelle norme Ue sugli aiuti di Stato, perseguibili dall’Ue.

La precisazione è fondamentale per comprendere il funambolismo dialettico del governo in questa (non) operazione di salvataggio. «Si tratta», ha puntualizzato Padoan, «di misure di tipo umanitario che vanno incontro alle necessità delle fasce più deboli dei risparmiatori coinvolti nella risoluzione, e non hanno nulla a che fare con l’operazione finanziaria in quanto tale». Il problema è che la Commissione europea «potrebbe avere obiezioni se queste misure fossero considerate parte dell’operazione di risoluzione, ma non lo è: sono due cose completamente separate», tiene a precisare.

Precisazione indispensabile visto che la Commissione - se annusasse odore di “aiuti di Stato” - potrebbe aprire una procedura d’infrazione, e magari imporci di riscrivere l’intervento “salvabanche” faticosamente allestito “all’italiana” (all’ultimo momento e male).

Per quanto riguarda i termini dell’intervento (che rientrerà con un emendamento nella Legge di Stabilità 2016), questi «sono ancora da precisare: sto tornando a Roma per occuparmene e troveremo soluzioni da proporre al Parlamento». Soluzione che verrà presentata in audizione già sabato.

Le ipotesi di “restituzione” restano quelle circolate, ma declinate come sostegno alla povertà. L’idea è di riconoscere «che c’è gruppo di cittadini in difficoltà economiche. E queste misure», ha chiarito Padoan, «sarebbero paragonabili a quelle di sostegno alla povertà», senza interferire con il meccanismo finanziario dell’operazione».

Resta da vedere la soglia di reddito/ricchezza per accedere all’intervento. Visto che Padoan sventola il fondo anti-indigenza probabilmente non sarà alta (si ipotizza 30/50mila euro). Peccato che in molti abbiano perso cifre ben più consistenti. Quanto al veicolo di restituzione si potrebbe optare per un credito fiscale rinforzato (da riconoscere agli investitori retail con perdite consistenti).

Bella grana considerando pure che la “pratica” va chiusa in fretta (visto l’iter accelerato della Legge di Stabilità). Se poi si salvano gli attuali risparmiatori truffati perché non aiutare anche gli indigenti bruciati dai Tango bond argentini?

Da Bruxelles non arrivano prese di posizione ufficiali. Perché l’Ue possa accettare un intervento è necessario che sia dimostrato che i risparmiatori «siano stati indotti ad acquistare i titoli senza seguire le regole di trasparenza e informazione». Insomma, bisognerà dimostrare di essere stati raggirati (cosa che sostengono già 2mila risparmiatori che si sono rivolti al Codacons).

Bisogna poi vedere quale potrebbe essere la posizione dell’Antitrust nel caso in cui il governo italiano dovesse decidere di creare un Fondo di solidarietà (30% lo Stato e 70% le banche). Strada rischiosa perché prevederebbe l’intervento pubblico cosa che la normativa “bail in” prevede solo come ultima istanza. L’unica via resta il “riconoscimento di irregolarità”. Ma se così fosse il risarcimento dovrebbero essere finanziati dalle banche. Ultima ancora di salvezza un emendamento presentato lunedì sera dall’europarlamentare Pd, Renato Soru, approvato dalla commissione Affari Economici e monetari. Soru critica le «disparità significative emerse tra gli Stati membri nell’uso degli aiuti di Stato nel settore finanziario negli ultimi anni». Critica che incontra il plauso dell’Abi che da sempre denuncia il doppiopesismo europeo. «Così non è accaduto per le banche tedesche, una tra tutte la Hsh Nordbank, una banca con asset per oltre 100 miliardi salvata a più riprese con l’ok di Bruxelles», ricorda Soru.

di Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    09 Dicembre 2015 - 15:03

    L' inondazione, il terremoto, il capovolgimento. mamma che Renzi. Il risparmiatore presta danaro alle banche. Queste prestano danaro alle imprese. Se l'impresa fallisce? I primi sono oggetto di truffa. I secondi invece no ? Ma dove siamo? Se si scelgono banche che danno di più...si pianga se stessi. Cosa c'entra il governo? Conto azzerato? NO >Fino a 100mila c'è il fondo di garanzia..Quante balle!

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