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Caso Etruria

Franco Bechis: "Inaccettabile garantismo di Visco solo a favore delle banche"

Franco Bechis: "Inaccettabile garantismo di Visco solo a favore delle banche"

Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha rivelato in una intervista al quotidiano Repubblica un retroscena importante sulla questione delle quattro banche salvate da Matteo Renzi. “Abbiamo segnalato”, dice, “da subito i limiti delle nuove norme e i rischi che la loro applicazione potesse minare la fiducia dei risparmiatori. Una soluzione più equilibrata, e forse più rispettosa del quadro giuridico generale, sarebbe stata quella di applicare le nuove norme solo ai titoli di nuova emissione, dotati di apposite clausole contrattuali”. Ma, continua Visco, “nelle sedi in cui questo è stato sotenuto la pressione per l’adozione di soluzioni drastiche è stata troppo forte”…Il punto centrale è proprio quello che svela Visco: in un paese-l’Italia- che ha inserito nella costituzione la protezione del risparmio, una delle autorità che dovrebbe garantirlo come la Banca d’Italia allarga le braccia di fronte quanto è accaduto e dice tradotto in parole povere: “è ingiusto avere azzerato le obbligazioni subordinate piazzate ai risparmiatori”. Attenzione: è ingiusto non perchè siano state infilate fraudolentemente nel portafoglio di tizio o di caio, perchè di questo si dovrebbe occupare la magistratura. E’ ingiusto perchè il risparmiatore non è stato avvertito nè nel prospetto nè in qualsiasi altro modo che quell’investimento avrebbe potuto essere azzerato. E non è stato avvertito perchè le norme in base a cui quell’investimento è stato azzerato al momento della sottoscrizione semplicemente non esistevano.

Non è un particolare da poco. Un criminale in Italia è protetto più di un risparmiatore, perchè esiste il principio del tempus regit actum che può essere superato solo dal principio del favor rei. Nessuno può rimetterci per una legge che entra in vigore successivamente agli atti compiuti, e in ogni caso nessuno può rimetterci (nemmeno un criminale) se la legge che entra in vigore successivamente è più sfavorevole di quella che esisteva al momento della sua azione (perfino un delitto). Il Governatore Visco se ne rende conto, e infatti rivela di essersi battuto perchè le norme che avrebbero comportato l’azzeramento di quelle obbligazioni subordinate fossero relative solo a nuove emissioni che indicassero chiaramente quelle regole contrattuali, inapplicabili invece a quelle del passato che non avevano quelle clausole, non esistendo per altro una legge che le prevedesse.

Visco lancia il sasso ma nasconde un po’ la mano. Chi gli ha detto di no e ha imposto una regola ingiusta retroattiva? La Ue? La Bce? Mario Draghi? O è stato sordo a quel richiamo il governo di Matteo Renzi e magari il suo ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan? Quali sono le sedi in cui lui ha proposto di non fare valere le conseguenze del bail in per le emissioni del passato e dove invece “la pressione per l’adozione di soluzioni drastiche è stata troppo forte?”. Non sarebbe male un po’ di chiarezza su questo punto. E credo che debba restare aperta la questione, perchè quell’azzeramento delle obbligazioni subordinate avvenuto sulla base di leggi non ancora esistenti al momento della sottoscrizione è chiaramente incostituzionale.

Ma c’è un secondo aspetto dell’intervista del Governatore che non convince affatto. Pur sapendo che ha ragione chi protesta in piazza per il furto dei suoi risparmi, Visco allarga le braccia e in sostanza dice “Amen”. Nei confronti di chi ha contribuito a formare quel disastro invece la Banca di Italia ha grande generosità. Ci riferiamo ai vertici di Banca Etruria, dove vicepresidente era Pier Luigi Boschi, papà del ministro Maria Elena.

“Dopo l’ispezione che ha portato al commissariamento di Banca Etruria”, spiega sul punto il Governatore, “agli inizi di quest’anno è stata avviata la normale istruttoria per valutare se siano state commesse irregolarità amministrative passibili di sanzioni. Le nostre procedure sono rigorosamente formalizzate, e richiedono tempi necessariamente non brevi, anche per consentire agli esponenti bancari la possibilità di spiegare le proprie ragioni. Il loro completamento richiederà ancora mesi, e alla fine le proposte degli Uffici della Vigilanza saranno vagliate dal direttorio della Banca in una delle sue sedute collegiali”.

Giusto essere garantisti nei confronti di chiunque, ma questo tempo infinito che si concede per fare valere le loro ragioni agli amministratori delle banche rovinate da una terribile gestione stride con il tempo zero che è stato concesso ai possessori di quelle obbligazioni subordinate, che ingiustamente (lo riconosce perfino Visco) sono state cancellate da un colpo di spugna del governo Renzi. Tappeti rossi dunque per papà Boschi, colpo di accetta per i risparmiatori. Quel “tempo zero” usato nei loro confronti è il motivo della tragedia capitata al pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita perchè gli è stato detto che aveva perso tutto. Quel percorso parallelo di tenerezza con i banchieri del disastro e accetta con gli incolpevoli risparmiatori è veramente inaccettabile. Fate con i banchieri quel che vi pare, promuoveteli perfino a compiere altri pasticci. Ma prima rivivano tutte quelle obbligazioni subordinate, e venga restituito il capitale a tutti. Fino all’ultimo centesimo.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    21 Dicembre 2015 - 09:09

    Senza togliere nulla alle colpe di banche e banchieri, notiamo che é diventato di moda dare addosso alle banche-. E sia ! Si dice non erogano prestiti (lo dicono soprattutto quelli vicini al fallimento). Poi la colpa è di aver dato soldi senza aver visto il rischio nel concederlo. Il rischio? Non c'è stata un'impresa che non avesse serie difficoltà... Occorre mettersi d'accordo con se stessi

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  • imahfu

    21 Dicembre 2015 - 09:09

    Senza togliere nulla alle colpe di banche e banchieri, notiamo che é diventato di moda dare addosso alle banche-. E sia ! Si dice non erogano prestiti (lo dicono soprattutto quelli vicini al fallimento). Poi la colpa è di aver dato soldi senza aver visto il rischio nel concederlo. Il rischio? Non c'è stata un'impresa che non avesse serie difficoltà... Occorre mettersi d'accordo con se stessi

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  • imahfu

    21 Dicembre 2015 - 09:09

    Bechis. L'economia reale ha subito la crisi. Privati e imprese si sono indebitate e non hanno reso quello che hanno ricevuto, lasciando nel pantano le banche. E' sufficiente guardare l'ammontare dei crediti di difficile esazione e quelli che non sperano più di essere pagati. Poi, vengono le colpe delle banche. Se guardiamo alle botte prese dall'economia reale, il resto viene da sé.

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