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Carte truccate. "Truccate le carte di Etruria". Le scoperte degli ispettori

Franco Bechis:

I verbali delle riunioni del Cda di Banca Etruria conterrebbero dati falsi, correzioni e cancellazioni fatte per occultare i possibili conflitti di interesse. L'accusa arriva dagli ispettori della Vigilanza ai vertici dell'istituto aretino, che ora rischiano ulteriori approfondimenti delle indagini in corso ad Arezzo e Civitavecchia, la prima sul dissesto, la seconda sulla truffa delle obbligazioni subordinate che hanno portato al suicidio del pensionato Luigi D'Angelo, che aveva perso circa 110mila euro. I funzionari di Bankitalia sottolineano che: "ci sono stati ben cinque verbali di rilievo dell'Internal audit tra dicembre 2013 e maggio 2014, ma insufficiente attenzione è stata prestata dagli organi aziendali alle indicazioni scaturenti dalle verifiche effettuate dallo stesso organismo".

Il buco - Le modifiche ai verbali puntavano a tenere nascosto il buco nei bilanci di almeno tre miliardi di euro e soprattutto le cause dietro la sua creazione: "Le analisi ispettive - scrivono i funzionari - hanno posto in luce significative carenze nella gestione documentale delle partite deteriorate. L'Internal audit ha sottoposto a verifica un campione di 'sofferenze' di importo inferiore a 50mila euro e di 'incagli'. È emerso che: con riferimento alle 'sofferenze' il 57 per cento dei rapporti (307 posizioni su 539) non risultava allineato alla policy aziendale di svalutazione vigente fino al 29 dicembre 2014; per quel che riguarda gli 'incagli', il 20 per cento dei rapporto (53 su 264) era da riclassificare a sofferenza mentre, con riguardo alle rettifiche di valore, il 37 per cento (98 posizioni) non risultava allineato alle regole interne".

Le omissioni - Aggiungono poi gli ispettori che le decisioni determinanti non venivano prese concretamente nel Cda di Etruria, ma: "in altre sedi" come la "Commissione consiliare informale" di cui facevano parte il presidente Lorenzo Rosi, i vice Alfredo Berni e Pierluigi Boschi (padre del ministro Boschi), i consiglieri Felice Santonostaso, Luciano Nataloni e Claudio Salini, presidente anche della Federico Del Vecchio. Questo gruppo: "insieme ai consulenti ha determinato i percorsi da intraprendere in merito al processo di integrazione e le condizioni alle quali esso si sarebbe potuto realizzare. L' assenza di qualsiasi verbalizzazione delle attività svolte da tale 'Commissione' ha concorso a rendere poco trasparente il percorso decisionale".

Conflitti d'interesse - Il sospetto degli ispettori è che oltre a Rosi, già contestato in sede penale, anche gli altri vertici di Etruria fossero a conoscenza della situazione reale dell'istituto: "In alcune sedute del cda e del Comitato esecutivo - scrivono ancora in funzionari di Bankitalia - si è riscontrata una generica enunciazione nella parte del verbale di 'fattispecie x art. 2391", che infatti punisce chi ha un doppio ruolo e non lo dichiara. La parte di richiamo però sarebbe: "priva dei necessari elementi informativi, in particolare la natura, i termini, le origini e la portata degli interessi".

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Commenti all'articolo

  • oviivo

    28 Dicembre 2015 - 12:12

    In buona sostanza, se quanto è scritto in quest'articolo è vero, i dirigenti della banca sono una manica di delinquenti!!!!

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  • AntonioMacheda

    AntonioMacheda

    28 Dicembre 2015 - 12:12

    Bene le verifiche degli ispettori di Banca D'Italia, deve essere fatta chiarezza per rispetto verso i risparmiatori che hanno veduto azzerarsi i propri risparmi e verso il sistema bancario che sta pagando lo scotto di una vicenda che doveva essere ad epilogo differente. Speriamo che le responsabilità siano appurate e che vengano sanzionati i responsabili che le hanno occultate.

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