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Anche Renzi si è fatto la sua banca. Così fa i soldi sulla paura delle obbligazioni

Anche Renzi si è fatto la sua banca. Così fa i soldi sulla paura delle obbligazioni

Il rapporto tra risparmiatori e istituti bancari sta attraversando il suo periodo più cupo dopo il fallimento e il successivo salvataggio delle quattro banche che hanno lasciato a bocca asciutta gli obbligazionisti delle subordinate. E con tempismo poco casuale è partita la campagna pubblicitaria dei buoni fruttiferi postali, scrive il Giornale, che in pieno far west del risparmio punta tutto sullo sceriffo di Poste che sul petto porta la rassicurante spilletta con su scritto: "Buoni al 100%, sempre". Il messaggio è che i prodotti di Poste non hanno niente a che vedere con quei brutti bond smerciati da Banca Etruria o con quelle banche cattive che non garantiscono i conti sopra i 100mila euro.

Buonissimi - Dai quotidiani alle tv, passando per le radio e il web, Cassa Depositi e Prestiti sta spingendo a tambur battente la vendita dei buoni fruttiferi postali, acquistabili attraverso gli istituti bancari oltre che gli sportelli postali, infiocchettandoli come pepite in piena "febbre dell'oro", considerando che "sono garantiti dallo Stato", che a differenza di una banca qualsiasi garantisce di non poter fallire, che hanno "una tassazione agevolata al 12,50%" e poi, ciliegina sulla torta, possono essere rimborsati "quando vuoi".

Il retroscena - In pieno marasma bancario, il governo di Matteo Renzi, che in parte ha la responsabilità di averlo creato, punta letteralmente a far cassa con l'innegabile vantaggio che il successo della campagna porterà alla sua "banca", cioè proprio la Cassa Depositi e Prestiti, il bancomat dell'esecutivo per finanziare progetti e piani di sviluppo. Il piano industriale di Claudio Costamagna stima una raccolta in cinque anni di circa 160 miliardi di euro. E tutto andrà per il meglio, almeno finché la Commissione Ue non comincerà a fare le pulci anche sui buoni fruttiferi postali, come già fatto in passato sul sostegno alle banche, per sospetti di garanzia statale a un prodotto di un privato. Poste infatti si è da poco quotata in Borsa per il 40% delle quote.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    01 Gennaio 2016 - 20:08

    Scrive IL Giornale. Toh, il Giornale di Silvio Berlusconi passato al fratello per imbrogliare la regola che gli vietava di avere TV e giornali oltre i limiti.

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  • imahfu

    01 Gennaio 2016 - 20:08

    Banca Fiorentinum versus Banca Mediolanum Perché non dite che avete osannato il re degli imbrogli fiscali per anni ed anni ?

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