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"Rischio tracollo finanziario"
L'allarme dalla City e Wall Street

"Rischio tracollo finanziario"L'allarme dalla  City e Wall Street

Gli analisti della Royal Bank of Scotland hanno lanciato un allarme sulla situazione economica internazionale. "Il 2016 sarà catastrofico". E, come riporta l'Huffington Post, da Wall Street arrivano solo conferme.  Joseph Di Virgilio gestisce l’Ardour Sustainability Fund (Bloomberg nel 2014 lo ha inserito tra i dieci “migliori” manager di hedge fund degli Stati Uniti) e conferma tutto. Fa un'analisi dettagliata di quello che sta succedendo spiegando che dietro la ragione di questa forte crisi finanziari ci sono “la Cina innanzitutto. L’economia rallenta perché il settore manifatturiero è in declino. L’export si indebolisce e Il governo sta provando a sostenere i consumi e i servizi. Questo non è facile per un’economia emergente perché la loro policy monetaria è ancora “sperimentale”. Specialmente visto la rapida crescita che hanno avuto. Non dimentichiamoci poi che il debito cinese è grande quasi quanto il Pil di un Paese come il Messico”. Tra gli altri fattori che creano allarme c'è anche la scelta "della Fed di rialzare i tassi è arrivata assolutamente nel momento sbagliato. In tutto il mondo le banche stanno stimolando le economie attraverso la politica monetaria, negli Usa è stata fatta la scelta opposta. La Fed ha perso l’opportunità di alzare i tassi all’inizio del 2015 quando i dati erano migliori ed è stata forzata ad agire a dicembre perché avevano quasi promesso il rialzo per l’anno.

I prezzo del petrolio - Infine il petrolio il cui prezzo è sempre più basso: “Prenda l’indice americano S&P 500, che include le più importanti aziende americane a Wall Street. Il 70-75% circa compra energia, quindi un basso prezzo del petrolio è una buona notizia. Ma l’energia è la base di tutta l’infrastruttura economica mondiale. Tanto per comuinciare ci sono Paesi produttori per i quali se il prezzo scende sotto una certa soglia produrre non diventa più remunerativo. E quindi non possono più produrre e esportare, un danno enorme per la propria economia. E poi bisogna considerare quel restante 30%. Per le società che vendono petrolio ovviamente il prezzo basso è un danno. Basti pensare che soltanto quest’anno circa 1300 impianti on shore e off shore hanno chiuso nel Nord America. Se le imprese entrano in crisi tagliano personale e investimenti. Sale la disoccupazione. È un problema non solo per loro ma anche per le aziende che comprano energia”.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    15 Gennaio 2016 - 19:07

    La crisi finanziaria è un pericolo che aleggia. Perciò il salvataggio delle banche con relativo effetto psicologico oltre che economico è una priorità da difendere...anche in qualsiasi modo sia fatta. Inutile la guerra a Banca Etruria (solo perché c'è il padre di u,n Ministro PD). Si colpiscano i responmsabili, i truffatori ma non se ne faccia sciacasllaggio politico: non giova al Paese

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  • imahfu

    15 Gennaio 2016 - 19:07

    Ennesima prova che 'privato è bello' è una stupidaggine. Ma è l'intero sistema che è ormai desueto. perciò fa rifare.

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  • burago426

    14 Gennaio 2016 - 15:03

    prima c'era una rincorsa all'aumento dei prezzi, per colpa del petrolio che aumentava di prezzo, ora che si abbassa c'è il problema che è molto basso. Ma si può sapere quando cxxo dovrebbe andare bene per voi? Possibile che se c'è una mosca che caga su un parabrezza, le azioni di quella casa automobilistica deve perdere?

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  • frabelli

    14 Gennaio 2016 - 14:02

    Solo in Italia la benzina ci svuota il portafoglio!

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