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Un 2016 disastroso

Usa, la nuova catastrofe economica. L'Italia? Travolta: rischiamo il crac

Usa, la nuova catastrofe economia. L'Italia? Travolta: rischiamo il crac

Chi credeva che la crisi economica fosse soltanto un cattivo ricordo deve fare i conti con la dura realtà di questo inizio di 2016: si pensi, tra i molti dati, che per esempio Piazza Affari ha perso la bellezza del 10% della capitalizzazione da inizio anno. Ma le preoccupazioni più grandi non riguardano l'Italia, bensì gli Stati Uniti e Wall Street. Anche la Borsa americana, a gennaio, ha subito un fuggi fuggi clamoroso di denari e capitali, con una flessione pari all'8% dall'inizio dell'anno. Barack Obama, pochi giorni fa, ha speso parole di ottimismo, prontamente smentite dai fatti.

Negli Usa, infatti, il clima è teso: l'insicurezza è tangibile, e il fatto che il 16 dicembre la Fed abbia deciso il rialzo dei tassi di interesse, ipotizzando la fine della crisi, ora viene percepita come una decisione sbagliata. A pesare sul contesto anche la contrazione di Cina, Brasile e India. Dunque le funeste previsioni degli analisti, che prevedono un andamento negativo dell'economia su scala globale. E dunque va da sé che, come nei giorni più profondi della crisi iniziata nel 2008, i capitali cerchino riparo nei titoli del Teosro Usa a 10 anni (con tassi inferiori al 2%) e nell'oro, salito venerdì di un ulteriore 1,2 per cento. Insomma, si torna ad acquistare il metallo-rifugio per eccellenza.

Uno scenario - e dei numeri - inquietanti. La "ripresa lenta" di cui recentemente parlava la presidente della Fed, Janet Yellen, pare pura utopia. Il terrore, adesso, è che la deriva di Wall Street si abbatta sull'economia reale, azzerando la ripresa che gli Usa hanno agganciato da un paio d'anni. Intanto già arranca il settore manifatturiero, soprattutto perché i consumi interni non hanno ripreso continuità. Dunque, tra le altre difficoltà, i problemi ad esportare beni: una circostanza, quest'ultima, dovuta soprattutto al rallentamento dell'economia cinese.

Il rischio, concreto, di una nuova recessione negli Stati Uniti c'è, non si può negare. Il 2016, insomma, potrebbe essere un nuovo, disgraziato, anno per l'economia (anche se, ad oggi, per gli States è prevista una crescita del Pil pari al 2%). Il ricordo di ciò che è successo nel 2008 (e che, forse, non è ancora terminato) è nitido nella mente di tutti: la crisi, iniziata negli Stati Uniti, ha pian piano travolto tutto il mondo Occidentale, e non solo. L'incubo, dunque, è che stia per iniziare un simile ciclo, reso ancor più imprevedibile e spaventoso dal fatto che ci siano altre realtà - leggasi: Cina - ad arrancare e dal fatto che la crisi ribassista petrolifera, parimenti, pesa sull'economia mondiale. E l'Italia, già stremata e ben lontana da una solida ripresa, proprio come l'Europa, non potrebbe affrontare una nuova mareggiata.

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Commenti all'articolo

  • mapagolio

    18 Gennaio 2016 - 09:09

    Se non verranno proibite le speculazioni a livello globale ,non avremo mai economie sicure.

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  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    17 Gennaio 2016 - 21:09

    finché l'italia sperpera decine di miliardi di euro per mantenere milioni di negri che vengono qui per spacciare rubare, farsi curare e mantenere gratis in hotel 4 stelle, vuol dire che la crisi non c'è, finché l'italia mantiene un esercito di parassiti statali di milioni di esemplari e nessuno li licenzia nemmeno se ammazzano, vuol dire che la crisi non c'è! finché tutti votano pd vuol dire che..

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    • ramadan

      18 Gennaio 2016 - 14:02

      xinfobbdream: perchè non ti trasferisci in siria, libia, iraq? così provi a vedere perchè milioni di persone fuggono .forse anche tu vorresti essere aiutato.sei cattolico ? come spieghi il tuo odio verso questi migranti per necessità?

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  • babbone

    17 Gennaio 2016 - 17:05

    finalmente chiudiamo le frontiere e ritorna la lira.

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  • ramadan

    17 Gennaio 2016 - 16:04

    per gescon : che c'entra prodi ? può spiegarlo ?

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