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La valanga

Attacco totale alle banche italiane. Panico in Borsa: i big che crollano

Attacco totale alle banche italiane. Panico in Borsa: i big che crollano

Giorno dopo giorno, si delinea un 2016 disgraziato, un anno in cui le tensioni economiche che sembravano domate stanno riesplodendo con veemenza impressionante. Dopo il venerdì nero, un'altra apertura drammatica a Piazza Affari, in calo di oltre 2 punti percentuali. La Borsa italiana è di gran lunga il peggiore dei listini europei: Londra cede lo 0,18%, Francoforte lo 0,30% e Parigi lo 0,43 per cento. A pesare, in particolare, il tracollo dei titoli bancari, guidati da Mps, il cui titolo è stato riammesso dopo una sospensione al ribasso: il titolo è arrivato a perdere il 13 per cento. Dall'inizio dell'anno il titolo della banca senese è in picchiata, e ha già ceduto quasi un terzo del proprio valore.

Il crollo di Mps ha avuto effetti a cascata sulle quotazioni di tutto il settore: una raffica di sospensioni ha interessato anche per gli altri istituti di credito italiani, a cominciare dalle Popolari per proseguire con Unicredit e Intesa Sanpaolo, le maggiore banche del listino. A pesare sullo scenario globale anche i prezzi dei prodotti petroliferi, ancora in ribasso. Il Brent a inizio mattinata è scivolato ai minimi dal 2003. L’arrivo sul mercato del greggio iraniano, risultato della cancellazione delle sanzioni contro Teheran, deprime ulteriormente un mercato che già da tempo fa i conti con un eccesso di produzione. 

Dell'emergenza petrolifera ha parlato ancora la Russia. Il premier russo Dimitri Medvedev ha spiegato che la Federazione corre "grossi rischi". E ancora: "L'andamento futuro dei prezzi del petrolio è difficilmente prevedibile". Medvedev ha poi sottolineato che "sono state tolte le sanzioni all'Iran, e oggi il petrolio ha continuato a calare, dunque permangono grossi rischi per il bilancio e per la realizzazione degli obblighi di bilancio e in generale per tutta la sfera economica". Dunque, i dati sul rublo, ai minimi dal dicembre 2014: l'euro è scambiato a 85,85 sulla divisa russa. Il dollaro, invece, è a 78,81 sulla moneta russa.

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Commenti all'articolo

  • roberto19

    roberto19

    18 Gennaio 2016 - 19:07

    Le banche non sono più garantite, sono a rischio anche i c/c ... la gente per sicurezza e per "paura", ritira i risparmi ... le banche non hanno liquidità ma c'è qualche geniale personaggio del governo - dopo una visitina alla buvette del parlamento per un caffé a prezzo scontato - che dice che i prestiti bancari alle imprese italiane devono aumentare per sostenere la ripresa.

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  • wilegio

    wilegio

    18 Gennaio 2016 - 19:07

    Indovinate un po' a chi toccherà salvare mps, cioè la banca del partito...

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  • roberto19

    roberto19

    18 Gennaio 2016 - 18:06

    Le banche non sono più garantite e sono a rischio anche i c/c ... la gente per sicurezza e per "paura", ritira i risparmi e le banche di conseguenza non hanno liquidità, ma c'è qualche geniale personaggio del governo - dopo una visitina alla buvette del parlamento per un caffé a prezzo scontato - che dice che i prestiti bancari alle imprese italiane devono aumentare per sostenere la ripresa

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  • babbone

    18 Gennaio 2016 - 17:05

    quando salta tutto è sempre tardi.

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