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L'accordo

Il piano segreto per vendere Repubblica. Che cosa vuole fare l'Ing con Elkann

Il piano dell'Ing ddd

Dietro al repentino cambio alla direzione del quotidiano la Repubblica ci sarebbe il piano nella testa di Carlo De Benedetti per cedere almeno una parte della proprietà del gruppone Repubblica-Espresso. L'arrivo di Mario Calabresi dalla Stampa di Torino al giornalone di largo Fochetti a Roma è già di per sè il segnale che l'Ingegnere ha intenzione di aprire uno spiraglio del suo pacchetto azionario a John Elkann, secondo quanto riporta Dagospia.

La decisione - La scelta di Calabresi si sarebbe consumata alle spalle dell'uscente Ezio Mauro e soprattutto del fondatore Eugenio Scalfari. I due probabilmente non avrebbe gradito, preferendo che la preferenza ricadesse su una nomina interna, magari tra i "dodici collaboratori" indicati dal direttore uscente al suo editore, un numero evocativo che tanto racconta del ruolo ormai assunto da Mauro nel giornale. In fondo quel "giornale-giocattolo - scrive Dagospia - dopo vent'anni di onorato servizio, abnegazione, ostinazione, sudore della fronte considerava a tutti gli effetti roba sua". Quando poi Mauro ha annunciato l'addio da Fazio, l'ha fatto passare come una sua decisione, senza spiegare più di tanto i motivi dell'urgenza.

I tremori - Secondo Dagospia, Mauro non era più saldamente ancorato alla poltrona da direttore ormai da anni. Già due anni fa era stato lui stesso a chiedere all'Ing di mollare, senza essere accontentato. Ma nel 2008 era stato De Benedetti ad aver avuto l'intenzione di liquidarlo, in coppia con l'amministratore delegato del gruppo di allora, Marco Benedetto. Quest'ultimo era stato sostituito da Monica Mondardini, ma Mauro era rimasto al suo posto, con il giornale che ancora andava più o meno bene e il quarto governo Berlusconi appena insediato: andare via poteva esser letto come una vittoria concessa all'avversario del giornale-partito per antonomasia.

Il ponte - A 81 anni suonati, De Benedetti si è reso conto di non avere eredi di sangue felici di ricevere in dono il carrozzone di Repubblica. Sulla carta però ha più di un interesse il giovane John Elkann, con il quale secondo Dago spera in una solida alleanza, magari con la garanzia alle sue spalle di Sergio Marchionne. Lo stesso Ing avrebbe consigliato al nipotino dell'avvocato Agnelli di mollare le sue quote del Corriere della Sera, dove il duo Bazoli-Della Valle dettano legge, per comprare almeno una quota di Repubblica: "Solo una quota - scrive Dago parafrasando le parole di De Benedetti - così da evitare l'antitrust, finché non si troverà il modo di scorporare i quotidiani della Finegil (i giornali locali), e facciamo un patto: quando la mia corsa sarà finita, diventerai unico proprietario del Gruppo". Così la nomina del plurigradito Calabresi sarebbe il ponte perfetto per portare a casa l'operazione.

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Commenti all'articolo

  • binariciuto

    22 Gennaio 2016 - 14:02

    E convertirla in una fabbrica di carta igienica no?

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  • Happy1937

    22 Gennaio 2016 - 08:08

    Dio li fa e poi li mette insieme!

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  • Uchianghier

    Uchianghier

    21 Gennaio 2016 - 18:06

    Evidentemente ha trovato il pollo da spennare.

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