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Crisi Taranto

Lavoro, l'Ilva chiede cassa integrazione per 6.500 operai

Durerà 24 mesi. La richiesta nell'ambito della bonifica industriale prevista dall'Aia

Lavoro, l'Ilva chiede cassa integrazione per 6.500 operai

 

L'Ilva di Taranto ha chiesto al governo la cassa integrazione straordinaria per 6.500 operai, nell'ambito della bonifica industriale dello stabilimento, così come richiesto dall'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell'ambiente. La Cigs, si apprende da fonti sindacali, durerà 24 mesi, a partire dal 3 marzo 2013, mentre proprio il giorno prima scade la cassa integrazione di 2600 operai dello stabilimento. 

Nessun esubero - In una nota, la società sottolinea come ”allo stato attuale non si ravvisano situazioni che potranno determinare esuberi di natura strutturale", precisando quindi che "entro il termine della cassa per ristrutturazione, terminati gli adempimenti chiesti dall’Aia, si perverrà gradualmente ai livelli produttivi programmati ed al richiamo in attività di tutto il personale sospeso”. 

Le reazioni - I sindacati, ovviamente, non sono del tutto convinti e annunciano battaglia:"Se da un lato è una buona notizia - commenta il segretario nazionale della Uilm Rocco Palombella - perché ci conferma l'intenzione dell'azienda di restare a Taranto ed investire sul futuro della fabbrica, dall'altro sono numeri da brivido che ovviamente puntiamo a ridurre in sede di trattativa. Di positivo c'è che non sono previsti esuberi, almeno secondo quanto dichiara l'azienda ma saranno due anni di lacrime e sangue".

L'azienda annuncia investimenti - E in effetti, il complesso siderurgico annuncia un piano d'investimenti pari a 2,25 miliardi di euro, finalizzati all'adempimento degli obblighi derivanti dall'Aia. La decisione dei vertici dell'Ilva arriva  due mesi della decisione della Consulta, che dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità del cosiddetto 'decreto salva-Ilva'

 

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Commenti all'articolo

  • gispo

    20 Febbraio 2013 - 12:12

    e secondo te, non deve fare gli interventi per non inquinare...ma si, tanto a te che te frega, mica sei di Taranto. Naturalmente, se l'ILVA inquina mica è colpa di riva, e colpa solo di quei komunistacci della magistratura.

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  • boss1

    boss1

    20 Febbraio 2013 - 12:12

    adesso li mantengono i magistrati oppure ingroia o niky o mario il super.

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  • charles_56

    20 Febbraio 2013 - 12:12

    Il piano di distruzione dell’economia nazionale da parte dei magistrati sta marciando secondo i piani. Dalla cassa integrazione (a carico nostro) al licenziamento il passo è breve. Vorrà dire che l’ilva si sposterà nei paesi dell’Est e per lei non cambierà nulla. L’Italia invece se vorrà sopravvivere sarà costretta a sottomettersi sempre di più all’europa (germania). Dico che ormai la misura stia colmando e dopo queste elezioni dove si concluderà un nulla dei fatti, sarà necessario che l’Italia seria, quella che produce, quella che non vuole morire, prenda in mano questa situazione e che i cialtroni smmacchiagiaguari , i professori in loden e gli urlatori di piazza vengano messi fuori definitivamente dalla scena politica nazionale. Prepariamoci ad una nuova era o dovremo rassegnarci a diventare schiavi.

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  • binariciuto

    20 Febbraio 2013 - 12:12

    Sì, ma non sarebbe male far pagare ai magristratonzoli implicati il costo della cassa integrazione che invece graverà sulle nostre tasche.....

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