Cerca

La mossa di Draghi

La direttiva Ue: via dalle banche chi non ha i titoli per comandare

La direttiva Ue: via dalle banche chi non ha i titoli per comandare

"Ofeleè fa el to' mestè", si dice in dialetto milanese. Tradotto: ognuno faccia il suo mestiere, cioè quello per cui ha i titoli, senza buttarsi in campi per i quali non ha preparazione. A questa massima si ispira la direttiva Ue in tema di corporate governance CRD IV. Prevede, la direttiva, che "nel nominare i membri dell'organo di gestione, gli azionisti o i soci di un ente dovrebbero valutare se il candidato disponga delle conoscenze, delle qualifiche e delle competenze necessarie per garantire una corretta e prudente gestione dell'ente". Direttiva che Bankitalia ha recepito e completato così: "I consiglieri devono essere dotati di professionalità adeguate a ruolo da ricoprire, anche in eventuali comitati interni al consiglio, e calibrate in relazione alle caratteristiche operative e dimensionali della banca".

E' evidente come una direttiva del genere, come sottolinea Il Fatto Quotidiano che ci intravvede la "manina" del numero uno della Bce Mario Draghi, abbia nel nostro Paese l'effetto di espellere via via dai cda delle banche figure di grande rilievo "politico" ma con profili professionali non adeguati ai ruoli che rivestono nelle banche. Il Fatto cita anche alcuni esempi di alto livello che, secondo la direttiva europea, non dovrebbero essere dove stanno: Giovanni Bazoli di Intesa, Giuseppe Guzzetti di Cariplo, Giovanni Zonin (ex Popolare di Vicenza), Luca di Montezemolo e Fabrizio Palenzona di Unicredit, Luigi Abete di Bnl-Paribas. Se poi si guardano le banche che in tempi recenti hanno avuto gravi problemi, si scopre come l'ex presidente e l'ex vice di Banca Etruria, Lorenzo Rosi e Pier Luigi Boschi, non avessero il curriculum per stare dov'erano, secondo la direttiva Ue: il primo, infatti, era il boss di una coop rossa e il secondo un avvocato civilista. In Veneto Banca si erano succeduti alla presidenza il viticoltore Pier Luigi Bolla e il professore di economia Francesco Favotto, mentre al Banco Desio il presidente è Agostino Gavazzi, imprenditore del ramo tessile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fiorgio

    11 Febbraio 2016 - 20:08

    Fa bene Draghi cacciare chi è incapace e non ha i requisiti per gestire una banca, però prima devono far pagare loro gli ammanchi di denaro.

    Report

    Rispondi

  • Janses68

    11 Febbraio 2016 - 15:03

    Piu' controllo per chi ha troppo controllo ...Dovrebbe essere uno standard. Senno' a cosa serve una banca centrale che ha il controllo ??

    Report

    Rispondi

blog