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La mappa del pieno

I prezzi pazzi della benzina: in Italia differenze fino a 90 centesimi

I prezzi pazzi della benzina: in Italia differenze fino a 90 centesimi

Più che un' altalena, delle vere e proprie montagne russe. Si potrebbe descrivere così la dinamica dei prezzi dei carburanti negli oltre 20 mila distributori presenti sul territorio nazionale.

Percorrendo la penisola da un capo all' altro ci si imbatte infatti in delle differenze nel costo di benzina e gasolio che hanno dell' incredibile. Tanto che, nel caso del gasolio, tra la quotazione più conveniente, 1,040 euro al litro praticata da un distributore in provincia di Catanzaro, e la più cara, 2 euro tondi, fissata da una pompa in provincia di Lecce, c' è una differenza del 92%, pari a 96 centesimi al litro.

Questo, almeno, è quanto emerge dall' ultima rilevazione dei prezzi dei carburanti nelle varie province italiane, contenuta nel Dossier elaborato da "Staffetta Quotidiana" su dati dell' Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico e aggiornata a domenica 7 febbraio. Indagine che evidenzia come non sia solo la quotazione del petrolio, passato in un anno e mezzo dai 114 dollari al barile del giugno 2014 ai 31 dollari attuali, a determinare importanti variazioni nel prezzo pagato dagli automobilisti, ma esistano molte altre variabili.

Da un lato, infatti, nel caso della benzina i consumatori scontano le addizionali regionali adottate da sette regioni. È il caso della Liguria (6,1 centesimi al litro), di Calabria, Campania, Lazio, Molise e Piemonte (3,1 centesimi al litro) e delle Marche (2,4 centesimi al litro). Dall' altro fanno i conti con scelte commerciali dei singoli marchi e distributori, che contribuiscono a diffondere a macchia di leopardo quotazioni la cui differenza è notevole per l' impatto che ha sul portafoglio.

Basti pensare che, nonostante il crollo del prezzo del petrolio, a Lecce e a Messina per fare il pieno di benzina in un distributore con servizio si possono spendere fino a 2 euro al litro, mentre a Rieti si può trovare il medesimo carburante, ma alla pompa self-service, al prezzo iper conveniente di 1,105 euro al litro. Ma differenze enormi sono possibili anche nell' ambito della stessa provincia, come dimostra il caso di Roma dove si può pagare un litro di benzina da un massimo di 1,886 euro, in un distributore con servizio, a un minimo di 1,137 euro (pompa self-service).

Una differenza di 51 centesimi al litro che, nel caso di un pieno a un' utilitaria, si traduce in un risparmio o una spesa aggiuntiva di 20-25 euro. Non proprio una cifra da nulla. E distributori dai quali è meglio stare alla larga se si tiene al portafoglio si trovano anche a Imperia (1,930 euro al litro) e Caserta (1,889), entrambi con servizio, mentre per chi è a caccia di sconti ed è disposto a servirsi da sé, ottime opportunità di risparmio si possono trovare a Treviso (1,138), Padova (1,269) e Rovigo (1,279).
Per quanto riguarda il gasolio, invece, le province in cui si sono i distributori più cari sono, dopo Lecce, Arezzo (1,845), Messina (1,800), Roma (1,778) e Pavia (1,750).
Buoni affari si possono invece fare, oltre che a Catanzaro, anche a Chieti (1,049), Fermo (1,079), Teramo (1,079) e Rovigo (1,084).

Quanto ai prezzi medi, che descrivono con maggiore affidabilità le differenze tra le varie zone d' Italia, la regione dove è più conveniente fare il pieno è il Veneto. Per la benzina si va da una quotazione media di 1,367 euro al litro al self-service a 1,425 euro nei distributori con servizio, mentre per il gasolio da 1,173 euro al litro al self service a 1,231 euro con servizio.
Più combattuto, invece, il primato di regione più cara. Se per la benzina al self-service spicca la Liguria, con 1,450 euro al litro, per la benzina alle pompe con servizio il primato va al Molise (1,532 euro). Per il gasolio self-service meglio evitare la Provincia autonoma di Bolzano (1,273 euro), mentre per quello servito la regione più costosa è la Sicilia (1,324).

Un quadro complesso, quindi, nel quale orientarsi per il consumatore si trasforma spesso in un' impresa. «Per questo da anni consigliamo ai cittadini di rifornirsi presso le cosiddette "pompe banche", ossia distributori di benzina non legati ai grandi marchi petroliferi, grazie ai quali in un anno ogni automobilista può risparmiare fino a 200 euro», spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

L' altra possibilità di risparmio, che sembra però esclusa con il Governo Renzi, potrebbe arrivare dalla riduzione delle accise, che sempre secondo il dossier di Staffetta quotidiana pesano 72,8 centesimi al litro sulla benzina e 61,7 centesimi al litro sul gasolio. Una percentuale consistente sulla cifra finale pagata al distributore, che aiuta a capire perché i prezzi dei carburanti siano diminuiti proporzionalmente molto meno di quello del petrolio.

di Dino Bondavalli

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