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Onere fiscale minimo

L'esperto: con tasse uguali per tutte le sigarette più gettito per lo stato e più salute per i cittadini

L'esperto: con tasse uguali per tutte le sigarette più gettito per lo stato e più salute per i cittadini

Innalzare l'onere fiscale minimo sui tabacchi per rendere il mercato più stabile, aumentare il gettito pubblico e ottenere effetti positivi anche dal punto di vista sanitario. E' questa la strada che il governo dovrebbe seguire sul fronte della tassazione dei tabacchi a giudizio di Paolo Liberati, coordinatore del Centro di ricerca in Economia e Finanza pubblica dell'Università di Roma Tre. In un'intervista ad askanews, Liberati ha sottolineato che "il governo ha nella sua facoltà la possibilità di proseguire il processo di aumento della parte specifica della tassazione e dell'onere fiscale minimo". La situazione attuale "è il risultato - ha spiegato - di una riforma fatta a fine 2014 con un decreto legislativo. E' una riforma che va nella giusta direzione ma, come tutte le riforme, deve essere sostenuta nel tempo".

Il sistema della tassazione delle sigarette prevede "un prezzo medio ponderato" ed "aumentando il prezzo medio ponderato aumenta di conseguenza la tassazione". Ma "alcuni classi di prezzo risentono dell'aumento della tassazione e altre no. L'onere fiscale minimo, infatti, mette al riparo dall'aumento della tassazione - ha osservato Liberati - le classi di prezzo più basse delle sigarette" Il primo effetto immediato, dunque, "è che solo su alcuni produttori c'è un aggravio della tassazione. La struttura della tassazione non è neutrale. Se non si tocca l'onere fiscale minimo la tassazione aumenta solo per le sigarette della fascia di prezzo più alta", ha precisato il docente di Roma Tre. Occorre "riallineare l'onere fiscale minimo anche perchè non farlo può compromettere sia gli obiettivi di gettito sia quelli sanitari" fissati dalle politiche di salute pubblica. "Se aumentano i prezzi delle sigarette di fascia più alta e si lasciano invariati quelli di classe più bassa, i consumi - ha osservato - si spostano verso queste ultime con conseguenti danni per la salute".

Nel suo studio il prof. Liberati cita infatti l'Organizzazione Mondiale della Sanità che è favorevole a un aumento delle accise specifiche sulle sigarette sia per far salire il gettito fiscale e sia per favorire politiche di salute pubblica. Il governo dispone di una delega per correggere i problemi attuali e generare più gettito per lo Stato. Il centro studi universitario Casmef sostiene che il ministero dell'Economia non dovrebbe fare nulla ignorando l'opportunità di fare cassa. Liberati invece è di parere opposto. Il governo, agendo attraverso la Delega, "potrebbe - afferma il docente - con gli strumenti previsti dal dlgs del 2014 correggere il tiro e procedere secondo quanto stabilito".

L'esecutivo "ha, infatti, la possibilità di aumentare l'onere fiscale minimo sulle sigarette portandolo da 170 euro a 175 euro al kg. Inoltre è possibile aumentare il peso dell'accisa specifica portandola dal 10% al 12,5%: del resto l'Italia è il Paese con l'accisa specifica più bassa. Infine è prevista la possibilità di aumentare l'incidenza della tassazione sulle sigarette dal 58,7% al 59,2%", ha aggiunto. Combinando "opportunamente" tutti questi parametri "si può rendere il mercato più stabile ma anche ottenere buone opportunità anche sul fronte del gettito senza compromettere gli obiettivi sanitari", ha concluso Liberati.

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