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La corte dei conti

Inps in profondo rosso. Quali pensioni tagliano

Il marocchino ha lasciato l'Italia nel 2012 ma da 4 anni continua a prendere la pensione: 20mila euro

I conti dell'Inps sprofondano e per garantire le pensioni non ci sono molto soluzioni: o si alzano le tasse o si tagliano le pensioni di reversibilità. E' lo scenario delineato dalla Corte dei Conti che ha analizzato i bilanci 2013 e 2014. In sostanza l'Inps riesce a pagare le prestazioni solo grazie agli ingenti trasferimenti statali (100 miliardi nel 2013 e 98 miliardi nel 2014), riporta il Giornale, e il finanziamento del Fondo anti povertà preluderebbe a un taglio, in base al reddito, delle pensioni di reversibilità.

Se con gli sgravi contributivi triennali previsti dalla legge di Stabilità 2015 per le assunzioni a tempo indeterminato fatte non ci saranno "incrementi occupazionali effettivi", i mancati introiti richiederebbero "un ulteriore incremento di trasferimenti dal settore pubblico la cui provvista ricadrebbe sulla fiscalità generale". E basta confrontare i dati Istat (+109mila posti nel 2015) con il saldo Inps (+606mila contratti) per vedere come il mercato sia "drogato" dallo sgravio. La scadenza delle agevolazioni alla fine del 2017 potrebbe poi determinare un incremento dei "licenziamenti" con conseguente maggiore spesa per le prestazioni di sostegno al reddito. 

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Commenti all'articolo

  • cornisello

    28 Febbraio 2016 - 12:12

    le pensioni dei politici dovrebbero essere pagate con i fondi dei loro contributi !!!

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  • ivmanara

    27 Febbraio 2016 - 17:05

    le pensioni dei lavoratori privati non sono in rosso, questi fanno sempre i furbi, occorre far gestire l'assistenza allo stato e le pensioni degli statali che li paghi direttamente sempre lo stato e si avrebbe una visione chiara di come stanno realmente i conti dell'inps, dimenticavo sono anche da evidenziare i conti in rosso delle pensioni dei dirigenti che un tempo avevano una gestione separata

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  • ettorevita

    27 Febbraio 2016 - 17:05

    Si deve mettere mano alle reversibilità (il coniuge divorziato prende più dell'assegno di divorzile!) e alle invalidità civili più che raddoppiate dopo la riforma che diede i rubinetti della spesa in mano alle regioni, lasciando la bolletta a carico dello Stato.

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  • frarossi84

    27 Febbraio 2016 - 14:02

    Non solo le pensioni di reversibilità ma anche le misere pensioni di invalidità:ammalata di sclerosi multipla malattia degenerativa ancora senza una cura per la guarigione invalidità al 75% quindi misera pensione di 280 euro per vivere eliminata,nuova percentuale dal 34 al 73%.????????

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