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Il procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli interviene al forum promosso dai commercialisti sugli appalti

D’Avino: corruzione e malcostume non si eliminano con una legge

D’Avino: corruzione e malcostume non si eliminano con una legge

Alfonso D'Avino

NAPOLI - “La corruzione, come pure più in generale, il malcostume amministrativo, non si elimina con una legge; la legge può servire a fronteggiare, ad arginare, ma mai ad eliminare la corruzione. Infatti, in un movimento vorticoso continuo, la legge ‘insegue’ la corruzione (ovvero prende atto delle condotte illecite e tenta di porvi rimedio); ma subito dopo la corruzione ‘insegue’ la legge (ovvero, cerca nella legge quegli spiragli di manovra che consentono di delinquere ancora). E lo dimostra la circostanza che, nonostante impianti normativi articolati e spesso farraginosi (codice degli appalti; piani anticorruzione), gli episodi di corruzione continuano a segnare la vita pubblica e ad affollare le cronache”. Lo ha detto Alfonso D’Avino, procuratore aggiunto della Procura di Napoli, intervenendo al forum “Appalti e Concessioni, programmazione e controllo in Sanità”, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.
“Non è dunque questione (solo) di ‘leggi’ - ha aggiunto D’Avino - , ma (soprattutto) di ‘uomini’. Con una buona legge e pessimi uomini, infatti, corruzione e malcostume continueranno ad imperare. Quel che serve è un radicale cambiamento culturale e di mentalità, che consenta a ciascuno di acquisire la coscienza del'illecito e di recuperare il profilo morale ed etico che deve sempre sovrintendere l'attività umana”.
"La gestione delle aziende sanitarie con criteri economico-aziendali - ha sottolineato Carmen Padula, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli - richiede l'applicazione di regole con programmazione e controllo specifici. Abbiamo assistito negli anni passati alla sfrontatezza con cui nella gestione della pubblica amministrazione sono stati violati, per interessi personali, i doveri istituzionali e le norme dello Stato, rendendo addirittura abituale tale modo di agire. In molti casi le indagini sono scattate in seguito alle denunce dei commercialisti componenti del collegio dei revisori delle aziende sanitarie".
Nel corso della tavola rotonda, moderata da Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani, il presidente Moretta ha evidenziato che nel "dibattito sono emersi spunti interessanti, sul ruolo svolto dai dottori commercialisti che, oltre a continuare ad esercitare la funzione di controllo, potrebbe contribuire alla programmazione aziendale per garantire l'economicità dell'organizzazione, evitando numerosi sprechi ed assicurando la soddisfazione dei pazienti".
"Si va verso una riforma del codice dei contratti pubblici – ha osservato Sergio Zeuli, componente del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa - che sicuramente avrà effetti anche sull'offerta del servizio sanitario questa volta però diversamente dal passato si potrebbe cogliere questa occasione per superare , appunto nell'ambito dei servizi della salute, alcune criticità legate agli appalti come al modo di erogare i servizi."
" La riforma degli appalti - ha segnalato Rosita d’Angiolella, capo dell’ufficio legislativo del ministero dell’Istruzione - consentirà il riordino della sanità: programmazione degli investimenti e controllo delle procedure, per una sanità trasparente ed efficace a tutela della salute dei cittadini"
Il sostituto procuratore della Corte dei Conti campana, Marco Catalano, dal canto suo ha dichiarato che “in merito all'emanando nuovo codice contratti si sottolinea il positivo sviluppo in merito all'apporto definitorio e alla rimodulazione dell'accesso alla giustizia”.
“Le gare regionali porteranno un risparmio – ha rimarcato Francesco Corcione, presidente nazionale della Società Italiana di Chirurgia - ma dovrà essere sempre assicurata la qualità e la scelta del chirurgo. Comunque il vero risparmio nella sanità è nell'organizzazione che si dovrà attuare in tempi rapidi”.
Fabio Migliardi, componente della commissione nazionale di Studio Sanità del Cndec - ha proposto di implementare il progetto di valutazione (P.I.S.A.) ed il questionario SSN della Corte dei Conti con una check list di considerazioni del collegio sindacale sugli adempimenti formali delle gare di appalto nella sanità in modo da avviare un concreto controllo preventivo, contestuale e successivo su tali rilevanti atti aziendali”.
Al fine di favorire processi di cultura aziendalistica quali il management by objectives - ha rilevato Ernesto Pollice, presidente della commissione sanità dell’Odcec Napoli - si è proposta la individuazione di una nuova figura quella dell’economista sanitario alla luce delle principali novità del nuovo codice degli appalti, licenziato dal Consiglio dei Ministri, sulla base della legge delega 11/2016 che dopo alcuni passaggi tecnici dovrebbe entrare in vigore il prossimo 18 aprile. La nuova normativa che in sostanza ha recepito le direttive del Parlamento Europeo, i cui benefici non potranno essere immediati, si ispira ai criteri di favorire una maggiore trasparenza e semplificazione nella materia degli appalti pubblici. Obiettivo non meno rilevante ed ambizioso è quello di ridurre in modo significativo la litigiosità nell’ambito delle gare ad evidenza pubblica”.
Al termine del convegno è stato presentato dai due vicepresidenti della commissione sanità Fabio Cecere e Cristiano D’Anna il corso “Programmazione, Gestione e Controllo in sanità".

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