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Cav cuore d'oro

Berlusconi mette al sicuro i suoi figli. L'ultimo colpaccio: come li "blinda"

Silvio Berlusconi

Cresce l’attesa per la sigla dell’alleanza tra Vivendi e Mediaset che sarà sancita da uno scambio azionario (attorno al 3,5%) tra le due capigruppo con l’ingresso di un rappresentante delle due società nei rispettivi consigli: sul fronte italiano sarebbe in pole Pier Silvio Berlusconi, artefice dell'operazione insieme a Vincent Bollorè, presidente di Vivendi. Al centro dell'intesa, che dovrebbe essere comunicata domani o, comunque, prima dell'assemblea di Vivendi del 21 aprile, la produzione di contenuti e la creazione di una piattaforma internazionale che possa fare concorrenza a Netflix. Il gruppo americano, da poco sbarcato in Europa, come il vero pericolo per le imprese televisive tradizionali. Vista la differenza di capitalizzazione tra i due gruppi il conguaglio a favore di Vivendi dovrebbe essere rappresentato dal passaggio a Vivendi di Premium, la pay tv di Cologno valutata attorno ai 900 milioni. Insieme a Canal plus dovrebbe contribuire alla realizzazione di una pay tv di respiro europeo in grado di fare concorrenza a Sky Europe.

Per una serie di clausole strette all'epoca dell'ingresso in Premium la cessione dell'11% di Telefonica viene data per scontata dal mercato non e non dovrebbe incontrare alcuna difficoltà nonostante il passaggio di consegne tra il presidente uscente Cesar Alierta e il nuovo numero uno José Maria Alvarez-Pallete.

Come potrebbe avvenire l’operazione? La strada più probabile è la seguente. Mediaset acquista il 3,5% di Vivendi valutato intorno agli 870 milioni. Pagherà i primi 150 milioni girando il 3,5% di azioni proprie che ha in portafoglio . La differenza di circa 720 milioni sarà coperta cedendo l' 89% di Premium. Vuol dire che la pay tv viene valutata un po' meno di quanto non avessero pagato a suo tempo gli spagnoli di Telefonica per acquisire l' 11 per cento. Per il gruppo madrileno sarà l' ultima avventura italiana.

Contabilizzeranno il sacrificio finale e, da quanto si può capire lasceranno definitivamente il nostro Paese. Una scelta analoga a quella del Santander che, dopo la cessione di Antonveneta a Mps, aveva messo una croce sull’Italia. La differenza è che la banca ha guadagnato il 50% in pochi mesi liberandosi dell’istituto padovano. Il gruppo telefonico, invece, ha solo perso soldi. L’asse fra Bollorè e Berlusconi dovrebbe comprendere anche una partnership relativa alla tv via streaming Infinity (Mediaset) e Watchever (Vivendi). Ma l'operazione sembra avere una valenza ancora più vasta che coinvolge il futuro del gruppo televisivo italiano e, probabilmente, la successione dello stesso Cavaliere.

Dal punto di vista industriale è evidente che ormai Mediaset è troppo piccola per reggere il confronto con i colossi mondiali. Fra l'altro è ormai un’azienda poco internazionalizzata essendo presente unicamente in Italia e in Spagna. Difficile sopportare la concorrenza con i grandi agglomerati tv come Sky, Netflix e la stessa Vivendi. Il costoso pacchetto delle partite di Champions League ha contribuito a far emergere questo ritardo. La pubblicità e l’aumento degli abbonamenti non è stata all’altezza dello sforzo compiuto. Molto più produttivo mettere questi contenuti in un progetto di carattere europeo.

Ma c'è anche dell’altro. Se si dovesse arrivare, com'è possibile, ad una fusione tra Mediaset e Vivendi lo scenario per gli eredi del Cavaliere cambierebbe di colpo. La Fininvest diventerebbe un importante azionista del gruppo francese con una quota del 5,4% considerando che la quota in Mediaset vale 1,5 miliardi e Vivendi ha un valore di mercato superiore ai 25 miliardi. Il comando del nuovo blocco resterebbe saldamente nelle mani di Vincent Bollorè che possiede circa il 14%. Se fosse questo il finale di partita alla Fininvest resterebbe Mondadori, il Milan e la quota in Vivendi. La famiglia perderebbe praticamente il ruolo operativo in campo tv. Secondo gli analisti di Natixis anche così sarebbe una geometria variabile. Hanno disegnato uno scenario nel quale i francesi acquistano anche il controllo di Mondadori insieme a quello della De Agostini e la Prisa in Spagna. Se fosse vero Bollorè diventerebbe l’unico riferimento europeo nel campo della tv ma anche dell’editoria libraria e connessioni varie.

E la famiglia Berlusconi? Avrebbe le casse di Fininvest con molta liquidità per tentare nuove avventure. Oppure, molto più semplicemente, dividersi il tesoro e poi ognuno per la sua strada. In ogni caso l’intenzione del Cavaliere sembra abbastanza chiara: mettere le sue imprese al riparo dalla fame dei suoi avversari politici. Era stata la molla dell’ingresso in politica. Ora è il riferimento nella successione.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • marino43

    06 Aprile 2016 - 18:06

    Vedo con piacere che non solo i miei postati non vengono evidenziati, significa che danno fastidio. ma vedo anche che tutti quelli che lo hanno sempre esaltato si vergognano di scrivere una qualsivoglia letterina. Che abbiano capito quanto male hanno fatto a tutti? Mi ricordo i vari unghianera, marina48....RIDICOLIIIIII!!!!!!!

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    • iltrota

      07 Aprile 2016 - 18:06

      E' vero!!!! Ma che fine ha fatto il mitico unghianera, che mi onorava tartassandomi dopo i miei post? Capisco che fosse solo un troll inventato di sana pianta all' interno della direzione (si fa per dire...) di Libbero Kuotidiano ... ma almeno un epitaffio ci stava bene!!! Ahahahahaha.... bananas

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  • marino43

    06 Aprile 2016 - 17:05

    La sua origine mediocre piccola borghese non gli ha permesso di creare una cosa grande. Sì è vero, in Italia si è costruito, grazie a politici corrotti e corrompendo avvocati, magistrati e giudici, un impero, ma è impero personale, ristretto, provinciale. Una pletora di gentucola, di sanguisughe mantenute con i soldi dei cittadini, gli ha patto scudo e adesso, vecchio ed inutile salva il gruzzolo

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  • Happy1937

    06 Aprile 2016 - 17:05

    Come imprenditore ha ancora le idee chiare e la capacità di fare scelte a salvaguardia di cio`che ha creato.

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    • marino43

      07 Aprile 2016 - 15:03

      Ha ragione! Ha sempre tramato solo ed esclusivamente per questo fregando tutti i suoi sostenitori, pagando la sua corte dei miracoli di nani e ballerine

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  • marino43

    06 Aprile 2016 - 17:05

    Con questo articolo si dimostrano 3 cose: a) la visione industriale di questo soggetto è limitata ed è sempre stata così perché lui si riteneva l'unico e il migliore (tutto falso); b) si rende conto che non ha più appoggi politici per salvarsi dalla galera o quantomeno dall'infamia di pregiudicato; c) capisce l'incapacità dei figli.

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