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Forum dei commercialisti napoletani sul bilancio ambientale e sostenibile

Moretta, occorre promuovere una cultura di impresa etica e sociale

Moretta, occorre promuovere una cultura di impresa etica e sociale

Da sinistra Liliana Speranza, Vincenzo Moretta, Nunzio Fragliasso e Enzo Mele

NAPOLI – Le imprese insieme ai professionisti possono misurare il valore, per la società nel suo complesso e per l’impresa, delle varie politiche di sostenibilità, determinando attraverso il ritorno economico degli investimenti in sostenibilità”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli al forum su “il Bilancio ambientale e di sostenibilità: etica e responsabilità sociale delle imprese” a cui ha partecipato anche il procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Nunzio Fragliasso
“L’0rdine di Napoli intende promuovere una cultura di impresa diretta all’etica e alla responsabilità sociale - ha aggiunto Moretta - , dove il ruolo del commercialista è fondamentale per le imprese che devono per essere competitive, adottare un comportamento “socialmente responsabile” in considerazione dell’impatto delle loro attività sul contesto sociale e ambientale”.
“L’Italia è in testa alla classifica per la qualità dei bilanci, come emerge nel rapporto della Kpmg. Quasi l’80% dei 100 maggiori gruppi italiani – sottolinea Liliana Speranza consigliere dell’Odcec Napoli con delega all’ambiente - pubblica un report di sostenibilità, ma li piazza anche in testa alla classifica mondiale della “qualità media” dei report stessi, con un punteggio di 85 su 100 contro il 70 su 100 delle imprese francesi e il 68 su 100 delle tedesche. Insomma, le società della Penisola sarebbero particolarmente virtuose nell’individuare indicatori attendibili dei progressi fatti, nel tener conto dell’impatto di tutta la loro “catena del valore”, nel coinvolgere i portatori di interessi (stakeholder), nel chiarire chi in azienda è responsabile delle performance in questo campo. Anche se il risultato va letto alla luce di due avvertenze: innanzitutto la stragrande maggioranza delle aziende italiane sono medie e piccole, per cui la bella pagella dei grandi gruppi dice poco sul quadro complessivo del Paese sul fronte della csr”.
Per Enzo Mele presidente della Commissione Bilancio” da Bruxelles nuove regole per le imprese con più di 500 dipendenti o un fatturato di oltre 40 milioni di euro e tutte le aziende quotate, gli istituti di credito e le assicurazioni dovranno allegare al bilancio annuale una dichiarazione con informazioni sociali e ambientali, sul trattamento del personale, sul rispetto dei diritti umani e sulla lotta alla corruzione. Se l’impresa non ha una politica specifica in una di queste aree dovrà spiegarne il motivo“.

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