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Tra le pieghe del terrorismo

L'Isis nel conto in banca. Occhio, allarme di Bankitalia: "Quello che non dovete fare"

L'Isis nel conto in banca. Occhio, allarme di Bankitalia:

Anche le banche italiane scendono in campo nella lotta contro il terrorismo: gli istituti di credito, infatti, dovranno monitorare e segnalare le transazioni relative al commercio di beni culturali, in particolare riconducibili alle aree occupate in Iraq, Siria, Libia, nonché alla compravendita di partite di petrolio con piccole società petrolifere. Nel mirino anche le operazioni incongrue di enti non-profit e i trasferimenti di fondi attraverso money transfer. Questi alcune delle richieste avanzate da Bankitalia in merito al finanziamento del terrorismo internazionale.

Per Bankitalia il finanziamento del terrorismo risulta particolarmente complesso, sia per l'individuazione delle condotte sia per l'utilizzo delle somme - spesso esigue -, sia per la fonte, non necessariamente illecita, delle disponibilità. Secondo Palazzo Koch, per individuare soggetti dediti a simili attività occorre che i destinatari delle informazioni che si assoggettano agli obblighi di segnalazione - in primis gli intermediari finanziari - valorizzino al massimo il il proprio patrimonio informativo e adeguino le procedure di selezione automatica delle operazioni anomale.

Per Bankitalia, per valutare le operazioni, risulta fondamentale la localizzazione geografica dei soggetti e delle attività, con particolare riferimento delle incoerenze delle spese con le loro attività tipiche. E ancora, particolare attenzione va rivolta alla raccolta di fondi online, anche attraverso piattaforme di crowfunding. Dovranno altresì essere monitorati i fondi provenienti da una pluralità di soggetti, soprattutto in assenza di relazioni familiari o d'affari.

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