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Giornata storica

Ecofin, Germania e falchi in minoranza: "Hanno vinto Italia e Francia, gliele abbiamo date"

Ecofin, Germania e falchi in minoranza:

Per una volta almeno godiamo noi. "Si può dire che Italia-Germania è finita 4-0. Oggi gliele abbiamo date a dovere...". È una delle frasi che sfuggono alla delegazione italiana all'Ecofin di Amsterdam, dove venerdì è andato in scena un nuovo scontro tra i ministri delle finanze europee sul tema-banche. Da una parte c'è Berlino, dall'altra Roma e Parigi. "È fallito il tentativo dei tedeschi di imporre un tetto all'acquisto dei titoli di Stato da parte delle banche - spiega una fonte al Messaggero -. Il messaggio è stato chiaro: questa discussione va fermata e, nel caso, ripresa esclusivamente nella sede giusta: il Comitato di Basilea". Dove, rivela la stessa fonte italiana, "i falchi tedeschi sono ancor di più in minoranza...".

Tedeschi "scornati" - Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha ricordato ai colleghi che quello dei titoli di Stato è un problema secondario, la priorità vera sono "crescita e investimenti". Il suo bersaglio è il tedesco Wolfgang Schaeuble, falco rigorista e braccio destro di Angela Merkel: "Il debito sovrano non è associabile a un rischio, dunque è improprio sollecitare un tetto. In più, aprire adesso questa discussione è stupido e pericoloso: a furia di gridare al fuoco al fuoco, un incendio potrebbe divampare davvero, creando una nuova crisi finanziaria quando elementi di crisi reali non ce ne sono". La grande partita è però quella del "fondo unico di garanzia" degli istituti, previsto dall'unione bancaria. Germania, Olanda e Finlandia sono contrari, ma stavolta il loro fronte potrebbe non essere più maggioranza. E il primo passo è stato appunto quello del tetto sui titoli di Stato: "Sono rimasti soli, si è espressa una maggioranza di tredici Paesi su diciannove, guidata da Italia, Francia, Spagna. E sostenuta dalla Commissione europea e dai rappresentanti della Banca europea per gli investimenti e, non ultima, dalla Banca centrale europea".

Il secondo round - Oggi andrà in scena il secondo round dello scontro. Padoan chiederà ai colleghi europei di valutare un nuovo sistema di calcolo del deficit strutturale, forte di un accordo firmato a marzo da 8 ministri delle Finanze: "Oggi i saldi contabili dei singoli Paesi e le eventuali correzioni da compiere - spiega un'altra fonte sempre al Messaggero - vengono decisi automaticamente sulla base di calcoletti fondati su formule discutibili e teoriche come quella del deficit strutturale. È arrivato il momento di cambiare".

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Commenti all'articolo

  • gianni modena

    24 Aprile 2016 - 09:09

    a questo punto la frau merkel essendo in minoranza sulle idee di austerita' e prevedendo di dover cedere su altri punti importanti , potrebbe decidere di uscire dall'euro . con grande sollievo di tutti gli altri partners . e chi se ne frega ???

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Attilio Barbieri
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