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Le conseguenze dell'addio

Banche, soldi, prezzi, lavoro, euro: come cambia (in peggio) la tua vita

Banche, soldi, prezzi, lavoro, euro: come cambia (in peggio) la tua vita

E Brexit fu: il Regno Unito dice addio alla tirannia dell'Unione europea. Scelta coraggiosa e azzardata, le cui conseguenze sono ancora molto difficili da immaginare. Quelle per i britannici, di conseguenze, ma anche le nostre. Le prime avvisaglie sono drammatiche, ma non poteva essere altrimenti: crollo in Borsa, spread in ascesa verticale, oro alle stelle mentre euro e sterlina colano a picco. Uno scenario che ricorda quello che portò alla "detronizzazione" di Silvio Berlusconi e all'insediamento del governo delle tasse, quello di Mario Monti. La speranza è che si tratti di una reazione "emotiva" alla Brexit, e che i mercati entro breve si rimettano in sesto, senza dunque entrare in un nuovo ciclo recessivo.

Il vertice - Su questa prospettiva, in un qualche modo, si è espresso il Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, riunito in mattinata al Mef dopo il "sì" alla Brexit. L'organismo ritiene che "l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avrà effetti comunque limitati sull’economia reale italiana. La solidità dei fondamentali delle imprese tornerà presto a prevalere sulla volatilità dei mercati finanziari". La riunione, spiega il Tesoro in una nota, è stata presieduta dal ministro Pier Carlo Padoan, e vi hanno partecipato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa Giuseppe Vegas. Il "gotha" dell'economia italiana, insomma, getta acqua sul fuoco. Peccato che in una situazione delicata come questa non potrebbe fare altrimenti.

L'allarme - Chi usa parole decisamente più nette, per fare un esempio, è pero Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa: "Brexit apre uno scenario tanto inedito quanto inquietante. È il momento delle risposte concrete. Serve un piano economico straordinario concordato tra tutti i Paesi membri dell'Unione europea". E ancora: "Le istituzioni Ue sono per molti il simbolo della crisi e della recessione. Questa spirale va immediatamente interrotta e va fatto non tanto con le solite passerelle dei capi di governo nell’ennesimo, inutile summit straordinario, ma va interrotta con il varo, congiunto, di misure concrete per le famiglie e per le imprese". Parole nette, quelle del presidente di Unimpresa, che inquadra il problema che più ci preoccupa: i nostri soldi e le ripercussioni sulla nostra vita quotidiana.

La bilancia - E sul fatto che la Brexit possa incidere, eccome, sulle nostre esistenze lo spiega chiaro e tondo la puntualissima Cgia di Mestre. L'ufficio studi dell'associazione mette in evidenza come ogni anno il Regno Unito "ha lasciato all'Ue 5,5 miliardi di euro". Dunque, si sottolinea, la Brexit "avrà delle ripercussioni difficilmente prevedibili anche sul fronte dei conti economici di Bruxelles". La Cgia sottolinea poi che tra il 2000 e il 2014 il Regno Unito ha versato all’Unione europea ben 186,5 miliardi di euro. Bruxelles, nel frattempo, al netto delle spese di amministrazione, ha "pompato" a Londra 102,6 miliardi. Parecchi denari, insomma, in grado di sconvolgere gli equilibri continentali.

Le banche - Tutti i fari, comunque, restano puntati sulle nostre banche, che già stanno pagando le maggiori conseguenze in Borsa. Anche in questo caso è difficile fare previsioni precise, ma di sicuro l'impatto sarà "non morbido". Carlo Messina, numero uno di Intesa SanPaolo, ha comunque escluso una situazione simile a quella vista nel periodo pre-crisi della Lehman: "La dimensione dello choc dipenderà dall'impatto sui corsi delle azioni bancarie che saranno le più toccate", ha sottolineato il banchiera.

Scambi economici - Pesanti ripercussioni si avranno sugli scambi economici tra Regno Unito e Italia. Le esportazioni italiane nei confronti della Gran Bretagna sono pari all’1,6% del pil e gli investimenti finanziari arrivano al 13,2% del Pil, mentre gli investimenti diretti non superano lo 0,6% del Pil. Una volta fuori dalla Ue, Londra dovrebbe negoziare con Bruxelles un accordo di libero scambio sul modello dell’intesa bilaterale con la Svizzera, del rapporto con l’unione doganale turca o con la World Trade Organization. Nella peggiore delle ipotesi, non si dovesse trovare alcun accordo, l’Unione Euoropea potrebbe imporre tariffe punitive sui beni del Regno Unito e viceversa.

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Commenti all'articolo

  • gescon

    25 Giugno 2016 - 07:07

    C'è stato un pirla che ieri ha affermato che l'Italia è solida. Un altro pirla sovratitolato predicava poco tempo fa che eravamo sull'orlo del baratro per colmarci di tasse. Tutti e due per vivere uniti nella casa comune. Più che casa pare un casino gestito da vecchie lise prostitute delegate ad incassare mentre le giovani lo prendono in quel posto. Si ricordino che i casini sono chiusi dal 1958 e che non intendiamo farci gestire e mantenere le vecchie meretrici.

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  • gregio52

    24 Giugno 2016 - 21:09

    Da ignorante posso solo dire, che per la povera gente cambierà perché le Banche non potendo più rubare anche nel Regno Unito dovranno farlo su coloro che sono rimasti invischiati nella più grande scelleragine dell' Europa. Una Europa non si forma a schiavizzazzione della Germania ma concordemente con tutti i partecipanti. Poi si crea la moneta. (segue).

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  • aaronrod

    24 Giugno 2016 - 19:07

    La mia vita non cambia un caxx. Dal momento che li scorso anno ho fatturato una decina di mille per il mio lavoro e oggi mi ritrovo a pagare sul guadagnato il 5% di aliquota + 27% all ' inps che il tutto fan quasi un bel 5 mila che ho fatto suddividere in rate da 800/mese. Nel momento in cui spariranno imposte ladre, ecco, in quel momento la mia vita cambierá. Se ci penso che gli immigrati che arrivano da noi con i barconi, stanno a fare un caxxo tutto il giorno e in piu ricevono soldi esentasse, assistenza sanitaria, beh se ci penso.......potrei insultare pesantemente sti schifosi politici.

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  • Lippolino

    24 Giugno 2016 - 16:04

    Che l Europa sia fallita e ' una sentenza ovvia che non vede chi vuole essere cieco Lavoro a Londra e a Munich e il vantaggio dell Europa sta solo nell usare la carta di identità .... Ogni paese si comporta in modo autonomo Quelli ben amministrati vanno bene ( Uk e Germania ) quelli mail governati ( italia Francia Grecia ) sono in bancarotta . Non cambia nulla per i ricchi . Chi non vuole uscire dall Europa ( per quello che serve ) e ' chi ci mangia ( parlamentari europei / funzionari / progetti della UE e fondi relativi ) sono gli unici che ne traggono beneficio .

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