Cerca

Fino a 150 miliardi di euro

Ue, sì all'Italia: lo Stato può garantire per le banche

Ue, sì all'Italia: lo Stato può garantire per le banche

È arrivato l'atteso via libera di Bruxelles allo schema del governo italiano che prevede garanzie pubbliche per le banche in caso di scenari avversi. Secondo la Commissione Europea, lo schema, che prevede misure precauzionali di sostegno alla liquidità, rispetta le linee guida del 2013 e richiama sistemi simili già operativi in diversi paesi Ue.

Lo schema proposto dall'Italia e autorizzato dalla Commissione fino al 31 dicembre 2016 prevede che lo Stato possa prestare la
propria garanzia sul debito di banche solvibili (bond senior di nuova emissione) e che l'eventuale garanzia sia in capo al
Tesoro. A riferirlo sono fonti del ministero dell'Economia. Davanti alle turbolenze dei mercati finanziari, ricordano le stesse fonti, l'esecutivo ha ritenuto opportuno ipotizzare tutti gli scenari, anche i più improbabili, per essere pronto a intervenire a tutela dei risparmiatori. Come indicato dal presidente del Consiglio lo scorso venerdì, per ragioni di cautela il Governo attrezza tutte le misure necessarie ad affrontare tutti gli scenari possibili, nonostante al momento non si ravvisino le condizioni perché possano realizzarsi. Lo schema è consentito in casi specifici di deroga alla Brrd contemplati dalla stessa direttiva ed è compatibile con la
comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato nel settore bancario del 10 luglio 2013.

Il "plafond" dello schema potrebbe stendersi fino a un valore di 150 miliardi di euro, confermano ancora fonti governative, che sottolineano come il valore delle garanzie pubbliche dipenderà comunque dai "casi specifici". Le stesse fonti spiegano che si tratta di "una misura per tranquillizzare i mercati" ed è per questo che la Ue sottolinea che non ci sono aspettative che venga usata.
Il meccanismo richiama quello della fideiussione bancaria, spiegano ancora le fonti interpellate: "Se c'è una ricapitalizzazione che viene considerata meritevole ma a rischio, lo Stato la garantisce e l'investitore che ha dei dubbi sull'aumento di capitale, si sente tranquillizzato dal fatto che dietro c'è lo Stato e non rischia di perdere i soldi". Naturalmente il caso che desta maggiore preoccupazione è quello del Monte dei Paschi di Siena ma, concludono le fonti, "ci sono
altre situazioni che andranno monitorate".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • silvano45

    01 Luglio 2016 - 13:01

    per questa banca il MPS avrebbe dovuto dare garanzie il Pd con i suoi immobili le sue fondazioni e tutto il resto visto che la rovina o meglio il saccheggio è stato fatto da uomini del partito in decenni e dove siano finiti i soldi visto la qualità e l'appartenenza politica della magistratura non verremo mai a saperlo unica certezza sarà prescrizione promozioni e furto ai piccoli risparmiatori

    Report

    Rispondi

  • gescon

    01 Luglio 2016 - 08:08

    Vada per la salvaguardia del sistema bancario, corrotto da politici e tecnici incapaci e leccaculo, a vantaggio dell'intero sistema economico e finanziario. Ma qua non si parla più di chi lo ha ridotto così. In particolare i partiti di sinistra ed i funzionari che lavorano per quell'area. Li lasciamo liberi ed indenni ?

    Report

    Rispondi

  • gescon

    01 Luglio 2016 - 08:08

    Vada per la salvaguardia del sistema bancario, corrotto da politici e tecnici incapaci e leccaculo, a vantaggio dell'intero sistema economico e finanziario. Ma qua non si parla più di chi lo ha ridotto così. In particolare i partiti di sinistra ed i funzionari che lavorano per quell'area. Li lasciamo liberi ed indenni ?

    Report

    Rispondi

blog