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Padrone unico

La mannaia di Urbano Cairo sul "Corriere": tagli a 55 milioni di consulenze e ai piani alti della holding

La mannaia di Urbano Cairo sul "Corriere": tagli a 55 milioni di consulenze e ai piani alti della holding

Dopo trent'anni il Corriere della Sera torna ad avere un padrone unico anziché un parlamentino di grandi azionisti che, con la scomparsa dell'avvocato Agnelli, hanno pensato più a farsi i dispetti che a gestire la casa editrice. A prendere in mano la gestione è Urbano Cairo. Diventerà l'unico punto di riferimento dopo l'annuncio del passo indietro di Andrea Bonomi che, con una offerta parallela aveva cercato di fermare la corsa del patron de La7 e del Torino. Bonomi ieri mattina ha fatto sapere che non acquisterà il 12,9% di azioni Rcs raccolte durante l’Opa. Le azioni torneranno quindi ai proprietari che potranno decidere se tenersele oppure girarle a Cairo. Dovranno decidere fra il 22 e il 28 luglio. Se, come appare possibile sceglieranno questa seconda strada la quota di proprietà del vincitore salirà al 61% (che scenderà al 47% dopo la fusione tra le due case editrici) la parte in contante aumentrerà a 81 milioni ma non sarà necessario intaccare il prestito di 140 milioni concesso da Banca Intesa.

Una maggioranza comunque molto larga che consente dopo più di trent'anni alla casa editrice de Il Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport di avere una proprietà definita. La Borsa ovviamente ha preso atto del calo di tensione: le azioni Cairo Communication sono calate del 6% a 4,14 euro e quelle di Rcs del 3,1 a 91 centesimi. L’ultima incognita riguarda i compagni di viaggio di Bonomi: Mediobanca, UnipolSai, Della Valle e Pirelli. Hanno in mano più del 24% del capitale. Un soffio per raggiungere la minoranza di blocco (25%). Si avvarranno di questo jolly oppure diventeranno compagni di viaggio? «Sarò in prima linea in Rcs: ciò che voglio fare è avere tutte le deleghe».

Con queste parole Urbano Cairo ha esordito all'assemblea della società che porta il suo nome chiamata a varare l'aumento di capitale da 70 milioni. «Ora bisogna fare un grande lavoro in azienda». Questo significa prima di tutto che tanto il presidentre Maurizio Costa quanto l’amministratore delegato Laura Cioli hanno le ore contate. D’altronde dall’8 aprile quando Cairo ha presentato la sua prima offerta hanno remato contro. Fa parte della fisiologia aziendale che si facciano da parte. È ancora presto per sapere dove comincerà a funzionare la scure. Le redazioni, almeno in questa prima fase verranno risparmiate essendo già state ampiamente sfoltite. Anche la poltrona del direttore del Corsera, Luciano Fontana, non corre rischi immediati. Cairo ieri ha colto l’occasione per rinnovargli esplicitamente la fiducia. Molto più probabile, invece, un’operazione chirurgica sulla parte di staff. «Ho visto cose nei bilanci che mi hanno lasciato interdetto, come 55 milioni tra prestazioni professionali e consulenze - ha spiegato - non so quanto taglieremo ma taglieremo tanto«. Non solo tagli, ma anche importanti investimenti, ha assicurato Cairo, parlando anche del rafforzamento della Gazzetta dello Sport e dei periodici, per esempio «andando in Spagna e lanciando nuovi settimanali».

Fra gli investimenti anche iniziative di marketing per rilanciare le testate di via Solferino. «Potremo avere un mese in cui il Corriere verrà offerto a un prezzo specialissimo per invogliare tanta gente nuova a provare il giornale, arricchito grazie ai nostri investimenti. Ci potranno essere anche delle sinergie. Penso alla partecipazione di giornalisti del Corriere alle trasmissioni televisive di la7, come già facciamo.

Esclusa, invece, un’integrazione diretta tra tv e carta. Esclusa anche la fusione con il Sole 24Ore. Questa volta, però, a mettere l’alt è stato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • veneziano49

    20 Luglio 2016 - 00:12

    ......FORZA CAIRODOGAN....UN BEL REPULISTI ......

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  • CASSIODORO1

    19 Luglio 2016 - 16:04

    Chi non serve caccialo via, il CORRIERE non è un pensonato

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  • marino43

    19 Luglio 2016 - 13:01

    Povero paolino reginato.....perché Porro chi è?

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  • marino43

    19 Luglio 2016 - 13:01

    Che ridere e che soddisfazione! Lui ci è riuscito e il berluska no! Ehrheheheh....

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