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Lo scenario

Vivendi, Bollorè vuole tutta Mediaset: Premium non gli basta più

Silvio Berlusconi

L’obiettivo di Vincent Bolloré non è Mediaset Premium, bensì l’acquisto di una quota strategica dell’impero televisivo di casa Berlusconi. È questo lo sviluppo di quello che doveva essere l’”affaire” dell’anno è si è tradotto in un’aggressione che, per ora, ha provocato la caduta in Borsa di Mediaset del 7% al termine di una seduta convulsa in cui le perdite del Biscione erano state quasi doppie. Ma la partita, è appena cominciata.

Il caso è esploso ieri mattina quando una nota di Mediaset ha informato la Borsa che Vivendi, pur confermando l’intenzione di procedere allo scambio del 3,5% del capitale Mediaset contro un’analoga quota di Vivendi, aveva fatto marcia indietro su Premium: il gruppo parigino non avrebbe più acquistato l’89% della pay tv, bensì solo il 20%. In cambio, nella lettera firmata dall’ad Arnaud de Puyfontaine Vivendi ha annunciato di voler salire al 15% di Mediaset attraverso la sottoscrizione di un prestito obbligazionario convertibile entro tre anni. Così, «Vivendi conferma la volontà di costruire una grande alleanza strategica con Mediaset e Mediaset Premium». Ma la prima conseguenza del prestito sarebbe la diluizione della quota Fininvest in Mediaset al di sotto dell’attuale 34,768%, cioè la quota che permette all’azionista di controllo cioè la famiglia Berlusconi, di avere l’ultima parola nelle decisioni che contano. Invece, secondo lo schema Bolloré, il potere andrebbe condiviso con Vivendi e una pattuglia di fondi. In attesa di un matrimonio tra la stessa Mediaset e Telecom Italia. A confermare che questo è il disegno segreto (mica tanto) di monsieur Bolloré ha contribuito una dichiarazione sibillina di De Puyfontaine. Sul tema, ha detto «non c’è nulla sul tavolo, ma non c’è alcuna preclusione potenziale».

Ecco la “proposta indecente”, subito rimandata al mittente dal gruppo di Cologno Monzese che ha già quantificato la richiesta dei danni (attorno a 1,5 miliardi) già ventilata. Ma come è nato il contenzioso? Nel corso dell’analisi dei conti di Premium, è la tesi di Vivendi, non sono emerse «differenze significative» sui risultati della pay tv che, dopo aver chiuso il 2015 con una perdita di 83 milioni, ne ha aggiunti altri 63 nel primo trimestre e il prossimo esborso per i diritti della Champions League e del campionato di serie A. «Ma l’analisi dei risultati di Premium -ha replicato Mediaset - è ovviamente avvenuta prima dei contratto regolarmente firmato l’8 aprile scorso 2016». Lo stesso Pier Silvio Berlusconi, in occasione della presentazione dei palinsesti del network tv, ha sottolineato pochi giorni fa che «Premium è in linea con i piani che prevedono il break even al terzo anno». Inoltre, il diritto di recesso, scaduto il 15 maggio scorso, contemplava l’invalidità solo in tre casi specifici. Infine, «quanto a lettere inviate da Vivendi a Mediaset scrive il gruppo italiano- confermiamo di non aver mai ricevuto alcuna contestazione formale sulla validità o i contenuti del contratto».

Nel frattempo, a confermare i reali intenti del gruppo parigino, c’è stata la mancata notifica alla Commissione Antitrust della Ue dell’acquisto del controllo di Premium e della scambio azionario tra le due capogruppo. Proprio la richiesta di Mediaset a Vivendi di ottemperare all’obbligo della comunicazione a Bruxelles ha innescato la resa dei conti. Domani il cda di Mediaset, già convocato per la trimestrale, prenderà posizione «sulla gravissima comunicazione» dell’amministratore delegato di Vivendi. Poi la parola passerà ad altri tavoli: quello degli avvocati, in vista di un duello in tribunale che sembra inevitabile. O quello di Mediobanca, di cui sono soci sia Bolloré che Mediaset. Lo strappo su Premium, tra le altre conseguenze, potrebbe ridurre in brandelli quel che resta del salotto buono.

di Ugo Bertone

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    28 Luglio 2016 - 10:10

    Spero che Silvio non si faccia fregare come gli sciaguratelli di Mediobanca, Maranghi imperante.

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  • tonyneri

    28 Luglio 2016 - 10:10

    L'articolo e' forviante.Dipinge Vivendi la societa' che ha tentato di raggirare Mediaset mentre la verita' e' esattamente l'opposto. Mediaset Premium e' una "bidonata totale" , una societa' sempre in perdita sin dall'inizio della sua attivita' .Fino ad oggi ha accumulato perdite pet centinaia di milioni di euro.Quando i francesi hanno visto l'ultimo bilancio pubblicato appena pochi giorni addietro hanno pensato bene a sganciarsi dall'affare preferendo affrontare una causa civile con Mediaset piuttosto che accollarsi Mediaset Premium. Se Berlusconi avesse potuto appioppare ai francesi Mediaset Premium avrebbe fatto l'affare del secolo altro che il contrario.

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  • marino43

    27 Luglio 2016 - 16:04

    Finirà in serie B come il milan

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  • airbaltic

    27 Luglio 2016 - 15:03

    Le trattative per fare il nazareno furono fatte in 4 e 4 8 . Quando invece ballano i soldi propri ci vogliono anni. Mediaset e milan

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