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Così ingannavano i risparmiatori

Italia, arrestato il superbanchiere. Era ora, ecco chi va in cella

Parla il banchiere-squalo pentito:

Era dai tempi di Michele Sindona e poi di Roberto Calvi che in Italia non veniva arrestato un banchiere. Ieri è toccato a Vincenzo Consoli che per vent' anni ha guidato Veneto Banca. Sono statati effettuati sequestri per 45,425 milioni (un immobile, liquidità e titoli) nei confronti di persone legate all' istituto. Fra gli indagati anche l' ex presidente Flavio Trinca.

I provvedimenti sono stati emessi dalla procura di Roma dopo un' ispezione di Bankitalia. I reati contestati sono aggiotaggio e ostacolo all' esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. L' indagine era aperta da più di un anno e certamente in tutto questo tempo non saranno mancate le occasioni per addomesticare le prove. Nel mirino le operazioni «baciate», grazie alle quali la banca finanziava importanti clienti perché acquistassero azioni dell' istituto di credito. Si trattava di parcheggi temporanei di titoli che, in realtà, avrebbero dovuto rientrare nel perimetro dell' istituto di Montebelluna. Molto spesso i prestiti venivano erogati a soggetti in difficoltà economiche o comunque non in grado di restituire le somme ricevute. L' obiettivo finale era quello di fornire un' immagine di solidità patrimoniale che non corrispondeva alla realtà. Questo patrimonio virtuale consentiva a Consoli, secondo l' accusa, di fissare un sovraprezzo delle azioni assai lontano dalla realtà. Ma soprattutto gli permetteva di consolidare il suo ruolo al vertice della banca. Le principali vittime di questo meccanismo infernale sono stati gli oltre 100 mila risparmiatori che hanno visto azzerato il loro investimento. Nel falò della truffa organizzata da Consoli sono stati bruciati sei miliardi che nessuno vedrà più tornare indietro.

Veneto Banca è stata salvata un mese fa dal fondo Atlante con un intervento tampone di un miliardo di euro per evitarne il fallimento. La domanda sorge spontanea: Consoli ha governato la banca per vent' anni e probabilmente il suo potere è stato costruito dagli incroci incestuosi che emergono oggi. Ma è mai possibile che nessuno se ne sia accorto prima? Come mai solo ora vengono fuori problemi che sono molto vecchi?

Consoli, attorno al quale è ruotata Veneto Banca ininterrottamente dal 1997, ha fra l' altro ha un contenzioso aperto con l' istituto per il pagamento di 3,46 milioni di euro che non gli sono stati riconosciuti per le sue dimissioni. Ha chiesto il rispetto dei suoi diritti dopo aver fatto strage di quelli degli altri.

Il fondo Atlante non si è limitato a salvare Veneto Banca. Nel suo portafoglio compare anche la totalità del capitale di Banca Popolare di Vicenza, l' altro disastro del nord-est costato miliardi ai risparmiatori. Ed è proprio su destino di quest' altra banca che concentra l' attenzione Giovanni Schiavon ex presidente del Tribunale di Treviso e vicepresidente uscente di Veneto Banca. Una dichiarazione tagliente nei confronti di Gianni Zonin ex presidente della Vicenza: «Mentre per Veneto Banca procede la Procura di Roma, per la Popolare di Vicenza la competenza è rimasta a Vicenza e nonostante la maggiore gravità del quadro di quella banca, verso gli ex amministratori non succede nulla».

Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • cucu1936

    05 Agosto 2016 - 08:08

    La Banca d'Italia è stata complice dei capetti delle banche. Effettivamente la magistratura si è mossa - con due anni di ritardo - sulla base dei risultati dell'inchiesta Bankitalia. Perchè questi ritardi? Perchè nulla di legale contro gestori Vicenza? Quando vedremo una accusa definita e pene proporzionali? Faranno in tempo a fare patteggiamenti per causa penale ... per la civile attendiamo ...

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  • Vittori0

    04 Agosto 2016 - 11:11

    ...il carcere non rieduca è solo un danno "MORALE"!!...questi temono solo l'"IMPOVERIMENTO"!!...fare a loro quello che hanno fatto ai truffati!!

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  • bettym

    04 Agosto 2016 - 09:09

    per prima cosa i "diritti" del Sig _Consoli dovrebbero essere accantonati e magari utilizzati per risarcire in parte i risparmiatori da lui truffati e derubati. Non concepisco come si possa aver la faccia di chiedere il compenso per le dimissioni, dopo quello che ha fatto. E' solo una vergogna ed ovviamente non è il solo truffatore che se ne esce con le tasche piene. Nemmeno 1€ deve avere!!

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  • Leopard47

    04 Agosto 2016 - 09:09

    questo e solo un direttore di banca!!! immaginiamo al governo quanti ce ne sono che rubano alle nostre spalle e la colpa e sempre di NESSUNO??? bisogna portagli via tutto non fare il finto sequestro che poi fanno ricorso e gli ridanno tutto....bastardi!!!!

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