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Gli orrori di Monti

Monti, ora rinunci allo stipendio da senatore

Monti, ora rinunci allo stipendio da senatore

Ora si capisce il perché della poetica del loden grigio. Quel tono sottotraccia, l' aria triste di chi pensando a un «orso» non riflette sui peluche dei nipotini ma sulla furia del mercato azionario in ribasso. Ora si capisce perché il professor Mario Monti era preoccupato. Quand' era premier gli era scappata un' inezia organizzativa, una cazzatella per così dire. Aveva dato alla banca d' affari Morgan Stanley 2,9 miliardi di euro che non doveva dare, giusto per chiudere un derivato «improrio» che non si doveva aprire. Il professore, allora, aveva pagato con soldi -non suoi-, e adesso si sta contorcendo in un dubbio legittimo: «Oh, non facciamo scherzi. Non è che questi, ora, mi chiedono di restituirli?...». «Questi» sarebbero la Corte dei Conti. Che ora pretende di riavere indietro il dinero elarcito per sbaglio. Tra l' altro erano, nel 2012, 2miliardi e 567 milioni, oggi pare siano una trecentina di milioni in più. Forse gli interessi, chissà.

Insomma. In questo momento, sotto il loden di Monti, sta succedendo di tutto. Infatti, nel 2012, mentre da un lato, come premier «d' emergenza», Monti piangeva sangue, stangava i pensionati e stanziava 50 milioni per la social card; dall' altro aveva inserito una clausola-capestro (tra l' altro una rarità nei contratti che riguardano i «rischi sovrani» cioè quelli degli Stati) in un' operazione finanziaria fatta apposta per stringere, come in una marsina appena lavata, deficit e debito. In pratica, estraendolo con un gesto morbido da sotto il loden, il prof aveva staccato un assegnone equivalente a quasi la metà dell' Iva che gli italiani versarono nel 2012. Ora, poco conta che quell' assegnone fosse stato versato, nella fattispecie, a Morgan Stanley, che da anni -assieme ad altre istituzioni bancarie- vanta una felicissima collaborazione in veste di sponsor con l' Università Bocconi di cui Monti è stato Rettore ed è Presidente. E non conta neppure che proprio a Morgan Stanley aveva lavorato il figliolo di Monti, l' economista prodige Giovannino, il quale lì « si è occupato di transazioni in Europa» da curriculum. E non conta neanche che una delle agenzie di rating che ha contribuito a declassare l' Italia fosse Moody' s (seguì a Standard & Poor' s che fece che scattare la clausola-capestro di Morgan Stanley). E Moody' s era quella a cui pare fornisse consulenze il Monti stesso.

Non conta questo. Non stiamo lì a sottilizzare. Conta semmai, ora, il tumulto del loden, pieno del fango del rimorso e del fumo delle cattive intenzioni.

Se un' agenzia Reuters non ci avesse avvertito non avremmo mai saputo che lo Stato rivuole i suoi soldi, e che Morgan Stanley non ha affato intenzione di restituirli. Forse non può. Ora, se non può la banca, magari può il banchiere. Magari il professor Monti potrebbe risarcire quell' Italia dei pavidi e degl' ingenui, quell' Italia che si era fidata, di tasca propria, appunto. Magari risarcisca a rate.

Magari cominciando col rinunciare a quell' indennità di senatore a vita che l' allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano frettolosamente gli attribuì. Mi rendo conto che non sia argent de poche; non sono spiccioli. Però, suvvia, la purga dei dieci miliardi dati ad Atene «per salvare la Grecia» (che ora galleggia negli stessi casini) Monti, in fondo, l' aveva somministrata all' Italia dalle tasche già vuote; e l' aveva fatto tra i suoi primi atti da Presidente del Consiglio assai «fedele alle indicazioni di Bruxelles».

E poi il prof aveva agito ferocemente, per «il bene dell' Italia», sul lavoro, sulle tasse, sulle pensioni. Anche se dopo, con l' austerità montiana il Pil calò al -2,5% come la produzione, mentre aumentarono disoccupazione, debito e una puntina di deficit. Da quel loden e da quel volto di pietra scivolavano dichiarazioni altalenanti: «La crisi è quasi finita, l' Italia non è stata il nuovo focolaio» (31 marzo 2012); «La crisi dell' Eurozona è superata, l' Italia è solida» (2 aprile 2012); «Siamo in piena fase di emergenza» (16 maggio 2012). Una nuova teoria economica: la crisi che varia a seconda dell' umore.
Fortuna che il loden copre tutto...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • Collesecco

    18 Agosto 2016 - 08:08

    Questa è la dimostrazione della leggerezza che caratterizza il comportamento dei politici di casa nostra. Non è che si scherza, stiamo parlando del Presidente della Repubblica Napolitano e del di lui complice Presidente del Consiglio, nominato niente popò di meno dopo averlo anche gratificato con le nomina di senatore a vita. C'è solo di avere vergogna ad avere affidato il Paese in mano a costoro.

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  • zefleone

    06 Agosto 2016 - 09:09

    Ma quale prof è un coglione. Dovrebbe essere bandito a vita dall'insegnamento e da tutte le attività perché se i suoi atti sono quelli che insegna avremmo un ammasso di coglioni laureati che creeranno una infinità di danni dove andranno a lavorare.

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  • eden

    06 Agosto 2016 - 02:02

    Non solo, si dimetta e venga processato assieme alla Fornero.

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  • fausta73

    05 Agosto 2016 - 18:06

    Chi sbaglia paga.

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