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Come portare i tuoi soldi all'estero: il modo legale per schivare le tasse

Come portare i tuoi soldi all'estero: il modo legale per schivare le tasse

È ricominciata in grande stile l’esportazione di capitali dall’Italia. Niente di illegale o di poco chiaro. Semplicemente la ricerca di porti più felici nei quali parcheggiare gli investimenti. Il fenomeno segnala certamente una certa sfiducia nel Paese che fatica a uscire dalla crisi come dimostra il dato di ieri sulla produzione industriale. Aggiungiamo la politica dei tassi zero voluta da Draghi che ha reso assai poco interessanti i nostri Btp. Che dire? Una volta si portavano i capitali fuori dall’Italia per paura dei comunisti e dei sindacati. Adesso perché il rendimento dei capitali è troppo basso. Un cambiamento che è anche un segno dei tempi. Sullo sfondo rimane una certa diffidenza nelle capacità del Paese di uscire dalla crisi.

A segnalare la ripresa in grande stile del fenomeno dell’esportazione dei capitali è il bollettino mensile di Banca d'Italia. Ci dice che a luglio il Target 2 dell'Italia ha toccato il suo massimo storico a 292 miliardi (288 a giugno). La punta precedente di 289 miliardi risaliva all’agosto del 2012. Allora il Paese era reduce dalla grande crisi dell’autunno che aveva portato alle dimissioni forzate di Berlusconi. Adesso c'è un po’ di stanchezza perché la situazione delle banche è ancora ansimante mentre l’economia non offre le soddisfazioni attese.

Ma che cosa è il sistema Target 2? Per dirla in maniera molto semplice indica i movimenti monetari all’interno della struttura dell’euro. Misura i capitali che escono (o entrano) fra i diversi componenti del club della moneta unica. I due Paesi messi peggio sono Italia e Spagna con un passivo quasi analogo. Vuol dire che gli investitori vendono attività a Milano e a Madrid, principalmente obbligazioni, per investire altrove nell’area euro. Dove? Ma naturalmente in Germania che risulta in attivo di circa 700 miliardi. Altri Paesi che attraggono capitali sono il Lussemburgo (circa duecento milioni) e l'Olanda (cento milioni). La Francia, tanto per avere qualche altro riferimento è di poco sotto lo zero. Sta meglio di noi anche la Grecia che sul sistema europeo dei pagamenti ha un disavanzo di soli 100 miliardi. La ragione è legata al gioco dei rendimenti: i titoli decennali di Atene offrono un tasso del 3%. Un interesse che in Italia non esiste più essendo stato distrutto dalla politica monetaria ultra-espansiva avviata da Mario Draghi. Tutti i titoli con scadenza fino al 2019 hanno rendimenti negativi. A questo punto per molti investitori la Germania diventa il rifugio migliore. Anche Berlino regala tassi negativi, ma la solidità dell’economia tedesca non ha paragoni.

Una volta questo genere di squilibrio sarebbe stato compensato con la svalutazione della lira. Oggi con la moneta unica non è più possibile. Questo ovviamente porta al consolidamento delle differenze sul lato valutario e alla svalutazione di altri fattori a cominciare dal lavoro. Lo conferma la distanza che separa l’Italia dalla Germania anche sotto questo aspetto. A Berlino ci sono alti salari e un tasso di disoccupazione inferiore al 5%. L’Italia per restare competitiva ha bisogno di tenere leggere le buste paga ma la disoccupazione fatica a scendere sotto l'11%.

Quanto potrà durare una differenza tanto palese? Secondo il Guardian, quotidiano della sinistra radical-chic inglese l’Italia seguirà presto la Gran Bretagna fuori dalla Ue (con l’aggravante che noi usciamo anche dall’euro). Il premio Nobel Joseph Stiglitz sostiene che il nostro Paese non ha futuro all’interno della moneta unica. Dopo il 2011 si è aperto il baratro perché l’austerità non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Ormai le istituzioni europee vengono individuate come le principali responsabili della crisi economica. Nell’atto di nascita, scritto a Lisbona nel 2000 l’Unione europea doveva diventare l'economia più dinamica e competitiva del mondo entro il 2010. È invece diventata un ambiente di povertà crescente. L'andamento del Target 2 sintetizza tutte queste sensazioni: via i capitali dall'Italia e dalla Spagna perché considerati ancora a rischio. Meglio Berlino: non si guadagna nulla come a Madrid o a Milano. Ma se dovesse succedere il finimondo che cosa meglio del granitico Bund tedesco?

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • boss1

    boss1

    08 Agosto 2016 - 11:11

    Benito voleva la tutela del lavoro della famiglia della sanità dell'istruzione della patria. casa vogliono il bimbominchia la fata turchina & c.?

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  • mapagolio

    08 Agosto 2016 - 09:09

    Ma dove vogliamo andare quando si leggono ancora certi commenti,siamo destinati ad essere invasi,grazie a degli italiani che non hanno una minima visione del nostro futuro come paese.

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  • gale84u

    07 Agosto 2016 - 19:07

    Non vorrei mai che per un ulteriore stretta le banche tedesche tirassero il collo ed allora ti voglio gli investimenti in germania . Bye bye deuth bail in

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