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La battaglia

Furia Mediaset, richiesta miliardaria ai francesi. Scoppia la guerra

Furia Mediaset, richiesta miliardaria ai francesi. Scoppia la guerra

Due-miliardi-due. «Ellamadonna, non saranno un tantinello esosi?...». Questo il commento, squisitamente tecnico dopo un' attenta due diligence della telenovela finanziaria dell' estate, che un manager Sky (il terzo incomodo nella guerriglia tra due colossi delle telecomunicazioni) mi fa sulla richiesta di 2 miliardi di risarcimento per danni che il gruppo Fininvest-Mediaset vuole ottenere Vivendi. Due miliardi di euro, tanta roba. Tantissima.

Il dirigente Sky probabilmente ha ragione. E non tanto perché, forse, al termine di questo tira-e-molla sulla patata bollente della vendita della pay-tv Mediaset, potrebbe intervenire con denaro fresco Murdoch con un' offerta al ribasso; ma quanto perché le cifre sparate dal Biscione sono davvero spropositate. L' accordo sulla cessione di Mediaset Premium al gruppo di Bollorè siglato l' 8 aprile scorso stimava in 636 milioni di euro il valore della pay-tv -il vero buco nero di Cologno- a fronte dell' idea potente di un progetto paneuropeo di alleanza finanziaria e sui contenuti. Mediaset e Rti sarebbero diventate titolari, complessivamente, del 3,5% del capitale sociale di Vivendi e il gruppo francese titolare del 100% di Premium. Si prospettava un' alleanza invincibile, insomma. Poi qualcosa è andato storto. Ancora non si sa cosa. Il 26 luglio la società francese amministrata da Arnaud de Puyfontaine fa dietrofront ritirando l' offerta e proponendo l' oramai famigerato acquisto di solo il 20% di Premium e la salita fino al 15% in Mediaset.

Azione questa -secondo i Berlusconi- da Ulisse nel cavallo di Troia per scalare l' intero gruppo milanese. Da qui le richieste miliardarie di risarcimento da Mediaset: 50 milioni al mese di penale con riserva di chiedere un ulteriore addebito che potrebbe arrivare fino a 1,5 miliardi, oltre ai a 570 milioni di danni chiesti da Fininvest. I famosi 2 miliardi. Fininvest giustifica la sparata riferendosi «alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell' accaduto, al mancato apprezzamento delle stesse, nonché all' evidentissimo danno di immagine». E Vivendi, nel cda di ieri, non tenta alcuna ricucitura; e, anzi, ritiene i «dati su Mediaset Premium non realistici e fondati su una base gonfiata artificialmente». Rimane il mistero -se la suddetta falsificazione fosse vera- di come una delle aziende francesi più efficaci e spietate del mondo non abbia controllato prima di firmare un contratto, e di come sia riuscita a farsi infinocchiare dagl' italiani. Mah. Intanto Mediaset non la manda a dire e risponde così alle accuse: «I dati consegnati da Mediaset a Vivendi oltre un mese prima della firma sono veri, realistici e inconfutabili. È sulla base dei dati pienamente condivisi da Mediaset e Vivendi che l' accordo è stato chiuso».

In realtà, la sensazione è che in quest' affaire domini la pretattica e il gioco a chi cannoneggi più alla grossa per costringere l' avversario a mosse sbagliate. E, parliamoci chiaro, nessuno dei due gruppi vuole acquisire ora la quota di Premium nel consolidamento dei propri bilanci. Vivendi ieri ha dichiarato che «l' Ue non avrebbe dato l' ok a un accordo non definitivo. Abbiamo completato in modo tempestivo il processo di pre-notifica della transazione con la commissione Ue… Volendo rinegoziare l' accordo, il via libera della commissione non si sarebbe ottenuto prima del 30 settembre per cui a quella data il contratto sarebbe comunque decaduto»; ma più che di dichiarazione trattasi di contorsione che sfiora la preveggenza esoterica. Mediaset, nell' intimo, spera che un fondo internazionale entri per accollarsi almeno il 20% della strabenedetta pay, di modo che sia Berlusconi che i francesi non abbiamo più del 30% delle quote. Si attende il prossimo capitolo della soap. Lo spiazzato dirigente Sky mi insinua un dubbio: «…E se alla fine i soldi li tirassero fuori i soliti cinesi?».

Francesco Specchia

La nota da Fininvest: "Fininvest riafferma l’assoluta linearità e correttezza dei comportamenti suoi e della controllata Mediaset; respinge in toto perché assolutamente priva di fondamento la ricostruzione dei fatti diffusa oggi da Vivendi; ribadisce di aver assunto le proprie determinazioni solo successivamente alle comunicazioni di Vivendi che hanno rivelato la gravissima intenzione di non adempiere agli accordi contrattuali vincolanti stipulati; trova a dir poco stupefacente che la stessa Vivendi, il cui scorretto e inaccettabile comportamento è all’origine di quanto sta avvenendo, abbia l’ardire di indossare i panni del danneggiato".

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Commenti all'articolo

  • luigin54

    26 Agosto 2016 - 14:02

    POVERACCI siete propio messi male.

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  • imahfu

    26 Agosto 2016 - 12:12

    Vivendi pretende che i bilanci Mediaset siano esatti e non contraffatti (come è solito fare Berlusconi) Le cifre 'sparate' da Piersilvio dicono quanto fallimentare sia la sua azione. Vedrete.

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  • JamesCook

    26 Agosto 2016 - 11:11

    Occhio..... non vendete la pelle prima dell'orso,si tratta di Richiesta..... non di avvenuto pagamento...... pensavano di vendere (mediaset) una Punto per una Ferrari!! visti i numeri i francesi si sono tirati fuori........ gli affari sono più complicati delle semplificazioni.... dell'articolo di Libero..... il Flop della esclusiva di C. L. è sotto gli occhi di tutti....ora anche la Roma fuori!

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  • Happy1937

    26 Agosto 2016 - 10:10

    La realtà è che il bretone pensava di mettere tutti nel sacco come ha già fatto col fessacchiotto che, pensando di salvare la poltrona traballante, gli ha regalato i gioielli d'Italia.

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