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il caso Bompiani

Marina Berlusconi, il giudice la costringe a vendere Bompiani

Marina Berlusconi, il giudice la costringe a vendere Bompiani

E dopo la nascita del colosso Mondazzoli, venne quella del piccolo colosso «Giunpiani». L' effetto ultimo dell' istruttoria dell' Antitrust dello scorso marzo che, riconoscendo la legittimità della fusione Mondadori-Rcs, prescriveva tuttavia al nuovo gigante editoriale la vendita di due suoi marchi, è stata la cessione della Bompiani alla Giunti Editore. Ieri infatti è stato formalizzato l' accordo per cui lo storico marchio milanese passa nelle mani della casa editrice fiorentina per una cifra pari a 16,5 milioni di euro.

L' intera vicenda comincia nell' ottobre 2015, allorché il gruppo Mondadori definisce l' acquisto di Rcs, guadagnandosi una quota di mercato nell' editoria italiana pari a circa il 35%. Su quella concentrazione si esprime qualche mese più tardi l' Antitrust, che dà il via libera alla fusione, ma propone delle «misure correttive», imponendo in sostanza a Mondazzoli di vendere sia Marsilio che Bompiani. La prima viene riacquistata lo scorso luglio dalla famiglia De Michelis, con un' offerta di 8,9 milioni. Sull' acquisto della seconda si concentrano invece gli interessi di vari gruppi editoriali, dal gruppo GeMS (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) alla Feltrinelli fino alla La Nave di Teseo, il cui direttore editoriale Elisabetta Sgarbi in un' intervista a Repubblica rende esplicito il progetto: «Se la Mondadori accettasse l' offerta, certamente sarei felice e anzi avrei raggiunto lo scopo editoriale della mia vita: ricongiungere La Nave di Teseo alla Bompiani». Alla fine, tuttavia, l' ha spuntata la Giunti, data favorita tra le concorrenti, che così può festeggiare al meglio il suo 175esimo anno di vita (la storia recente di Giunti - le cui origini risalgono al lontanissimo 1497 - comincia infatti nel 1841).

L' operazione di acquisto crea effetti interessanti in primo luogo nella competizione tra grandi case editrici: con il valore di circa il 2% di Bompiani, Giunti raggiunge una quota di mercato pari al 9%, sistemandosi saldamente in terza posizione (prima resta Mondadori-Rcs che, senza Marsilio e Bompiani, si ferma al 32,5%) e avvicinando il gruppo GeMS, che vanta una quota pari al 10,2%.

Anche in termini di ricavi l' operazione pare potenzialmente vantaggiosa: ai 198 milioni di fatturato consolidato, conseguiti nel 2015, Giunti sommerebbe gli oltre 15 milioni di fatturato annuo di Bompiani, riuscendo a pareggiare in un solo anno i costi dell' operazione di acquisto.

Altro aspetto decisivo è comprendere quale sarà l' impronta data al marchio e quali categorie editoriali verranno potenziate. Sergio Giunti, presidente del gruppo, fa sapere che con l' acquisto di Bompiani «si conferma e cresce il nostro interesse per la narrativa, cui ormai, da qualche tempo, dedichiamo risorse ed impegno, riprendendo una tradizione lunga e importante della nostra storia». Ai nostri taccuini l' ad di Giunti Martino Montanarini aggiunge che «verrà conservato tutto il catalogo Bompiani, in modo da rafforzarci sia sulla narrativa che sulla saggistica, sulle quali già stavamo investendo grazie all' arrivo da Mondadori di un professionista eccellente come Antonio Franchini».

Curioso poi individuare gli autori che resteranno nella squadra Bompiani e quali altri vi confluiranno. Se alcuni nomi del calibro di Paulo Coelho, Susanna Tamaro, Sandro Veronesi, Edoardo Nesi e Tahar Ben Jelloun hanno già lasciato Bompiani per approdare sulla Nave di Teseo, l' ad di Giunti assicura che intenzione del gruppo fiorentino, dopo essersi assicurato Andrea De Carlo (già passato a Giunti, con cui ha appena pubblicato L' imperfetta meraviglia), è «mantenere tutti i nomi prestigiosi», da Antonio Scurati ad Alain Elkann, così come «continuare a pubblicare i vecchi testi di autori ancora nel nostro catalogo, sebbene passati ad altra casa editrice, da Eco a Veronesi», nonché «coinvolgere nuovi nomi importanti».

Allo stesso modo verrà confermato tutto lo staff della vecchia Bompiani, a partire dal direttore editoriale Beatrice Masini. Quello che è certo è che, con la nascita di questo gruppo, si crea un potente asse editoriale Firenze-Milano (la Bompiani conserverà infatti la sua sede milanese), che promette di far pesare sul mercato gli oltre 260 anni di storia che Giunti e Bompiani mettono insieme.

di Gianluca Veneziani

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