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Panico in Borsa

Deutsche Bank, la manina che ha salvato la banca che fa tremare l'Europa

Deutsche Bank, la manina che ha salvato la banca che fa tremare l'Europa

Alla fine la «diplomazia» ha fatto la sua parte. E ha (per ora) salvato Deutsche Bank. Grazie a un complesso negoziato, è stata drasticamente ridotta, infatti, la super multa che gli Stati Uniti avevano comminato al colosso finanziario tedesco. Il taglio è assai rilevante, visto che è scesa da 14 a 5,4 miliardi di dollari la sanzione decisa dal Dipartimento della giustizia americano nell’ambito di una indagine sul ruolo di Deutsche Bank nella crisi dei subprime, ossia i mutui concessi dalle banche americane ad ampie fasce di clientela poco o per nulla affidabile.

Calcolatrice alla mano, il colosso finanziario ha portato a casa uno sconto superiore al 60%. Una decurtazione che, nonostante manchi ancora l’ufficialità, è stata decisiva per far invertire la rotta al titolo sui mercati borsistici. Deutsche ieri è arrivata a guadagnare in chiusura il 7,93% a 11,57 dollari ad azione dopo aver lasciato sul terreno oltre il 9%, in mattinata, sulla scia dei timori innescati dall’operazione di dieci hedge fund che hanno ritirato liquidità e ridotto la loro esposizione nei confronti dell’istituto teutonico. Fatto sta che il rimbalzo di Deutsche Bank, dopo le rassicurazioni del ceo John Cryan sulla solidità dell’istituto, e la corsa di Wall Street e del petrolio hanno consentito ai listini europei di chiudere la settimana in rialzo e a Francoforte (+1%) di essere addirittura la prima della classe.

Quella di ieri, tuttavia, è la terza crisi che si abbatte nel giro di poco tempo sulla principale banca tedesca. E non è detto che le trattative tra il vertice dell’istituto e le autorità americane siano sufficienti a chiudere la crisi. Non a caso, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, starebbe lavorando sotto traccia a una ipotesi di intervento pubblico per evitare che si inneschi una bufera capace di mettere in ginocchio l’intera Germania e non solo. I problemi non mancano, specie fuori dei confini nazionali. È il caso del dossier in Cina: Db sta disperatamente cercando di cedere la sua partecipazione in un istituto locale, Huaxia Bank, per fare cassa e portare a casa 3,9 miliardi di dollari. L’operazione sembrava assai semplice, ma il governo di Pechino ha avuto un ripensamento per evitare un aggravio sulle casse pubbliche e l’affare non si è ancora chiuso.

Anche per questa ragione, l’esecutivo tedesco, come riportato ieri dal quotidiano Die Zeit, sta mettendo a punto un piano di rafforzamento patrimoniale finanziato dai contribuenti tedeschi. Ma se la prospettiva piace al premier italiano Matteo Renzi - che non vede l’ora di avere un «precedente in Germania» per poter intervenire sul Monte dei paschi di Siena - da Bruxelles è arriva in tempi record la doccia gelata. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato ai cronisti che Deutsche Bank deve sopravvivere «da sola», senza l’assistenza dello Stato tedesco. Lo sconto Usa sulla multa ha per lo meno ridimensionato l’emergenza e infatti il prossimo 10 ottobre l’Eurogruppo non affronterà il caso Db. Che però è talmente potente, sul piano finanziario, da tenere altissima l’attenzione. Il valore complessivo delle sue attività raggiunge 1.600 miliardi di euro, facendone una delle più grandi banche del mondo e ben più sviluppata di quanto fosse Lehman Brothers, la major Usa il cui crac fece precipitare la crisi nel 2008. Da tempo si sollevano interrogativi sulla sua esposizione al settore dei contratti derivati, segmento non proprio trasparente. Tanto per avere un’idea delle dimensioni e dei timori, basta dare un’occhiata al bilancio 2015, nel quale Deutsche quantificata in 46.000 miliardi di dollari, 13 volte il pil della Germania, la sua esposizione lorda. Ecco perché Merkel non dorme sonni tranquilli.

di Francesco De Dominicis
twitter@DeDominicisF

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Commenti all'articolo

  • Grignone

    01 Ottobre 2016 - 17:05

    Se il settlement fosse ai livelli citati sarebbe peggiore di quanto ottenuto dalle banche americane. Sia sul petitum sia sui volumi emessi. Alla faccia della diplomazia della Merkel. Anche il confronto con Lehman e' propaganda, visto che deutsche ha 230miliardi di liquidità e molto piu' capitale sugli attivi di lehman, per non dire che i derivati riportati sul nozionale lordo non hanno alcun sens

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  • roberto19

    roberto19

    01 Ottobre 2016 - 13:01

    La speculazione non perdona. Crolla e poi recupera .... nel mezzo milioni di euro !

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