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Il genio di mister Esselunga

Caprotti, che sfregio alle Coop rosse: l'ultimo diktat nell'eroico testamento

Bernardo Caprotti

Un eroe è per sempre: Bernardo Caprotti. Nelle quindici pagine di disposizioni testamentarie che riassumono le ultime volontà del fondatore del primo supermercato moderno italiano, ora, si scopre che c'è anche un ordine, un diktat, in cui il fondatore di Esselunga condensa tutto il suo credo e le sue battaglie: "Il mio impero - questo scrive, in sostanza - non dovrà mai finire nelle mani delle Coop". Quelle Coop rosse che ha sempre combattuto e che ha smontato con il suo libro censurato, Falce e Carrello.

Nel testamento, dunque, non si decide soltanto cosa fare dei fondi dell'azienda, della dirigenza della società e del patrimonio privato. La priorità del patron scomparso una settimana fa a 90 anni è chiara: salvaguardare la società non soltanto dalle faide familiari, ma anche dalle grinfie delle Coop. Scrive Caprotti: "L’azienda è diventata attrattiva. Però è a rischio. È troppo pesante condurla, pesantissimo possederla. Attenzione: privata, italiana, soggetta ad attacchi, può diventare Coop. Questo non deve succedere". Poche parole, e chiarissime.

Come è noto, l'altro timore del patron è relativo ai dissidi interni, gli scontri tra e con i figli Violetta e Giuseppe: la paura è che la faida possa minare il valore di Esselunga. I due figli sono stati relegati a soci di minoranza, mentre la maggior parte delle quote della società, il 70%, è andato alla moglie Giuliana e alla terzogenita Marina: "Ho preso una decisione di fondo per il bene di tutti. In primis le decine di migliaia di persone i cui destini dipendono da noi ma anche per una relativa pace familiare. Almeno non ci saranno le lotte, o saranno inutili, le aziende non saranno dilaniate".

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    07 Ottobre 2016 - 18:06

    Grande imprenditore, ma da sempre cattivo amministratore della pace familiare come insegnano le defatiganti battaglie contro la Madre e i fratelli.

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  • gregio52

    07 Ottobre 2016 - 11:11

    Per arrivare a un così perentorio no alle Coop vuol dire che ha conosciuto bene chi le manovrava e con quale intenti. Ora capisco il mal funzionamento di questo Governo; chi ha gestito le Coop prima di arrivare a Ministro ? Il caro Poletti immortalato in quei tempi con persone molto poco "pulite". Secondo Lui era un caso, secondo altri . . . .

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    • Bolinastretta

      07 Ottobre 2016 - 12:12

      ci ha scritto anche un libro! eccome se l'ha provato pover uomo!

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  • Skyler

    07 Ottobre 2016 - 11:11

    Enrico Bellano.......adesso aspettiamo i pianti delle vostre COOP rosse con i lamenti per non poterci mangiare sopra......

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  • Massimo Simon

    07 Ottobre 2016 - 11:11

    GRANDE UOMO!!!!

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