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Il Ministro al forum promosso dalla Cassa di Previdenza dei Ragionieri a Milano

Poletti, positiva l'alternanza studio-lavoro per i giovani

Poletti, positiva la collaborazione con professionisti per l'alternanza studio-lavoro

Luigi Pagliuca e Giuliano Poletti

MILANO - "Giudico positivamente la collaborazione manifestata dai professionisti italiani in materia di alternanza studio/lavoro. In particolare, il percorso professionalizzante proposto dalla Cassa Ragionieri è valido e interessante". Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso del forum "Le grandi riforme del lavoro" organizzato dall'Istituto previdenziale dei ragionieri guidato da Luigi Pagliuca.
"Si tratta - ha continuato il ministro del lavoro - di un tema fondamentale: l'Italia ha perso 20 anni perché non è stata in grado di mettere in collegamento l'istituzione scolastica con il mondo del lavoro. Abbiamo quindi bisogno di una collaborazione molto ampia: scuola e università devono essere pronti, le famiglie degli studenti devono comprendere l'importanza di questa opportunità, le imprese e gli studi professionali si devono attrezzare per sviluppare l'attività di formazione".
"La nostra idea - ha evidenziato Pagliuca - è quella di consentire ai giovani di frequentare gli studi professionali e le imprese ancora prima di raggiungere l'abilitazione. Ciò consentirebbe un collegamento diretto tra teoria e pratica applicata, permettendo agli studenti di raggiungere il prima possibile l'esperienza necessaria per entrare nel mondo del lavoro".
"Il Governo sta facendo molto per i professionisti - ha sottolineato il sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano - Abbiamo dato un futuro previdenziale agli esperti contabili, risolvendo una questione che andava avanti da anni, e abbiamo previsto per le libere professioni la possibilità di usufruire dei fondi europei".
Secondo Alessandro Visparelli, presidente Ente di previdenza dei Consulenti del Lavoro, "i tempi sono maturi per avviare un welfare integrato per il comparto professionale utilizzando le risorse delle Casse. Perché ciò sia possibile, il Governo potrebbe abrogare la norma che impone il versamento dell'imposta derivante dalla spending review: tali risorse dovrebbero più utilmente essere lasciate nelle disponibilità delle Casse, con lo scopo dichiarato di sostenere interventi di welfare in favore dei professionisti iscritti".
"In questi ultimi 18 mesi la Cassa Ragionieri ha fatto davvero tanto per la professione - ha ricordato Davide Di Russo, vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili - Ha aumentato la trasparenza all'interno del proprio Istituto e ottenuto risultati importanti, non ultimo sugli esperti contabili. Il processo professionalizzante che propone la Cnpr va accolto con favore: dobbiamo avere un occhio particolare per i giovani, che sono alla base della crescita della nostra professione in questo momento di crisi".
Per Potito Di Nunzio, presidente Ordine Consulenti del Lavoro di Milano, "Bisogna tenere in considerazione che il lavoro non si crea per decreto ma sostenendo lo sviluppo economico e soprattutto creando le giuste infrastrutture per attirare gli investimenti imprenditoriali sia italiani che stranieri. In questo contesto, il Jobs Act si può considerare alla stregua di una buona infrastruttura".
"Le professioni sono sul campo quotidianamente e possono essere di stimolo per il Governo - ha rimarcato Marcello Guadalupi, vicepresidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano - Vogliamo aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro, è fondamentale tanto per loro quanto per i professionisti che potranno fare affidamento su una nuova leva di colleghi in grado di affrontare le tematiche economico-giuridiche di stretta attualità".
"La legge di Stabilità - ha concluso Fiammetta Fabris, direttore generale di Unisalute - ha ampliato le aree di sostegno al welfare e ha incentivato il ricorso al welfare aziendale anche nell’ambito dell’erogazione della parte variabile del salario legata alla produttività, favorendo fiscalmente i servizi di welfare rispetto l’equivalente in denaro".

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