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Guida al risparmaio, dove mettere i tuoi soldi

Guida al risparmaio, dove mettere i tuoi soldi

Negli ultimi anni il mondo del risparmio sembra completamente cambiato. Un tempo la banca era un’istituzione solida e immutabile come la Chiesa. I titoli di Stato erano un’ottima idea per fare un regalo a un nipote che un giorno si sarebbe trovato un bel gruzzolo in banca. Raggiunta una certa cifra da mettere al sicuro, nessun investimento sembrava migliore di una bella casa destinata a crescere di valore nello spazio di pochi anni. Oggi, nell’era del bail-in, del crollo del mercato immobiliare, dei tassi di interesse negativi, sempre più italiani pensano che il modo migliore per tenere i soldi da parte sia metterli sotto il materasso. C’è un fondo di verità in questa visione. Come dicono gli esperti: «Non ci sono più porti sicuri», cioè non esistono più forme di risparmio che, senza rischi, permettono di avere buoni rendimenti. Questo non significa che il materasso sia rimasto l’unica alternativa. Con un po’ di assistenza è possibile tenere i propri soldi al sicuro e, magari, continuare a guadagnarci qualcosa.

IMMOBILI
Quasi l’ottanta per cento delle famiglie italiane vive in una casa di proprietà. Per decenni l’abitazione è stata la principale forma di risparmio degli italiani. «Oggi - spiega Fabio Guglielmi, direttore generale Santandrea, divisione di Gabetti che si occupa di immobili di prestigio - non è più così perché il mercato immobiliare è diventato un vero mercato. Prima non avevamo mai avuto discese come quelle degli ultimi anni, quando i prezzi delle abitazioni sono crollati con picchi del 25-30 per cento».

Il risultato è che oggi comprare una casa purchessia non è più un investimento sicuro: «Quando si pensa di acquistare un’abitazione bisogna riflettere maggiormente e porsi questa domanda: “L’acquisto mi darà anche un valore oltre al piacere di abitarla?”, spiega Guglielmi. Oggi è importante conoscere quali sono i trend del mercato immobiliare. Quello che può sembrare un buon affare, un appartamento con una buona metratura poco fuori città, può rivelarsi l’investimento sbagliato visto che gli uffici migrano in periferia, mentre la gente torna ad abitare in centro». Quindi, cosa fare? «La qualità si vende sempre bene», spiega Guglielmi: «Significa scegliere un quartiere che risponda ad esigenze abitative di buon livello. Scegliere un immobile che abbia caratteristiche di risparmio energetico, che in quella zona “ci sta bene”. Parlando di Milano, ad esempio, un bilocale è un buon acquisto sui Navigli, mentre un appartamento di 300 metri quadrati ha più senso in pieno centro. Un appartamento che sia come un assegno circolare deve essere abbinato alla zona in cui si compra». Questo significa che approcciare l’acquisto di un immobile come forma di risparmio o di investimento non è più un affare per tutti: richiede un certo capitale e anche l’aiuto di un professionista. Ma il consiglio di un esperto non è diventato necessario soltanto per investire negli immobili.

AZIONI & C.
Per chi vuole acquistare prodotti finanziari, come azioni od obbligazioni il fai da te è sempre più pericoloso. Lo spiega Giorgio Solcia, managing director di Caceis Bank Luxembourg che aggiunge: «Navighiamo in tempi in cui le acque sono più agitate che in passato». Anche per quanto riguarda gli investimenti finanziari, la crisi ha ricordato agli italiani che l’epoca dei porti sicuri è finita. Spiega Solcia: «Avere alti rendimenti senza prendersi rischi oramai è impossibile. Quando ci imbattiamo in un’obbligazione che rende il 3,5 per cento dobbiamo chiederci perché: evidentemente non è così sicura, forse è una subordinata». Le recenti crisi bancarie hanno scosso la fiducia degli italiani nei propri istituti. Ma, in parte, è un fenomeno positivo: i risparmiatori hanno finalmente capito che fidarsi dei consigli delle banche a investire nei loro prodotti è come credere all’oste che dice che il suo vino è buono. Questo non significa che si debba ancora una volta lasciare tutto nel materasso. «I fondi comuni permettono di diversificare i propri investimenti anche se si hanno a disposizione cifre basse», informa Solcia. La diversificazione è la parola chiave per chi vuole risparmiare o investire in prodotti finanziari: «Ad esempio, se possiedo solo obbligazioni e azioni bancarie - spiega - quando il mercato bancario va giù, tutto il mio portafoglio cala». Per fare questo, però, è necessario un alto grado di competenze, oppure l’aiuto di un professionista. E questo è ancora più vero oggi, quando nemmeno il prodotto finanziario storicamente più amato dagli italiani è conveniente come un tempo.

TITOLI DI STATO
«Comprare un titolo di Stato oggi non è l’affare della vita», spiega Giulio Casuccio, direttore della divisione multi-asset and fixed income investments di Fondaco Sgr. Fino a 20 anni fa i titoli di Stato erano percepiti come prodotti finanziari sicuri e garantiti ed in più avevano un rendimento altissimo: nel 1992 era al 14%. La sicurezza di questo investimento era illusoria, visto che erano anni in cui l’inflazione era alta. Ma gli interessi erano reali. Venticinque anni dopo, nel settembre del 2016, il tasso medio si è abbassato allo 0,52 per cento. Per titoli di Stato a scadenza maggiore, come i Btp a 10 anni, il tasso è più alto, ma comunque lontanissimo dal passato: poco sotto l'1,50 per cento.

I titoli di Stato offrono buone garanzie e un regime fiscale molto vantaggioso, ma chi può essere interessato a tenere i suoi risparmi quasi immobilizzati in cambio di un tasso di interesse poco superiore all’inflazione? «Un investitore molto conservativo, che ragiona sul medio e lungo periodo ed è disposto a tollerare la volatilità che si verifica nel breve termine», spiega Casuccio. Se però il risparmiatore non ha la necessità di un termine lungo, oppure non ha grosse disponibilità, deve optare per il conto corrente.

CONTO CORRENTE
Il costo di un conto corrente in Italia, secondo diverse recenti, tra cui una, molto autorevole, realizzata dalla Commissione europea, è il più alto d’Europa. E questo costo, molto spesso, è superiore al bassissimo interesse che la banca paga sul denaro che avete depositato. Ma detto questo, tenere depositate piccole cifre sul conto corrente offre parecchi vantaggi rispetto al materasso. Il primo, non rischiate che i ladri vi rubino tutto e, ovunque siate, tra bancomat e carta di credito, avete accesso immediato a tutti i vostri soldi. Non solo: nonostante i vari bail-in e i timori di crisi per gli istituti italiani, i vostri depositi fino a 100 mila euro sono garantiti. Come in tutta Europa, anche in Italia il Fondo interbancario li assicura. La banca può fallire, ma i vostri soldi resteranno al sicuro.

di Davide Maria De Luca

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