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La banca rossa

Mps congela Corrado Passera, confermato il piano di Jp Morgan

Corrado Passera

Vola Mps nel grande giorno che dovrebbe segnare la svolta della gestione con la presentazione del nuovo piano industriale. Il guadagno è del 28% a 35 centesimi. In una settimana la quotazione si è raddoppiata tornando ai livelli di agosto. Gli scambi restano su livelli da record assoluto essendo passato di mano ancora il 12% del capitale.

Ora gli occhi sono puntati sulla presentazione agli analisti del piano industriale e il relativo aumento di capitale. La riunione del consiglio d’amministrazione è andata avanti nella notte tanto da far slittare l’appuntamento con i sindacati inizialmente previsto per le 20. Forse si vedranno questa mattina all’alba. «Uno splendido piano» ha dichiarato un consigliere d’amministrazione uscendo, «approvato all’unanimità». Non è chiaro allora per quale ragione la riunione si è protratta ancora tanto. Solo per approvare i conti dei nove mesi? Possibile ma fuori dall’ordinario.

Per ora l’unica certezza riguarda l’occupazione. Secondo le indiscrezioni fatte circolare da ambienti sindacali sono previsti altri 1.600 esuberi volontari da aggiungere ai 1.400 del precedente piano. In totale 3.000 persone su ventottomila in organico. In cambio ci saranno trecento assunzioni molto qualificate. Questo scambio insieme all’allungamento dei tempi delle uscite piace ai sindacati.

Sul resto del piano, al momento è scesa la nebbia. Alcune considerazioni, però sono possibili. A cominciare dal fatto che l’ipotesi Passera appare sempre più sbiadita. Il piano approvato ieri pomeriggio dal consiglio d’amministrazione all’unanimità è quello preparato in estate da Jp Morgan e Mediobanca con la benedizione della Banca centrale europea. L’iniziativa dell’ex amministratore delegato di Banca Intesa pare entrata ormai «in sonno». L’ultimo scontro, a quante pare riguarda la compiutezza dei conti.

I fondi americani che hanno preso il posto di Ubs (Atlas, Bc Parteners, Warburg) Pincus nella partita senese vogliono esaminare la contabilità prima di annunciare la loro disponibilità. Jp Morgan si oppone mettendo fuorigioco Passera. D’altronde già la settimana scorsa il consiglio, dopo aver ricevuto il piano aveva comunicato che l’avrebbe esaminato con calma. Nel frattempo andava avanti quello preparato dalla banca d’affari americana.

Le linee essenziali sono note: aumento di capitale da cinque miliardi con esclusione del diritto d’opzione che taglierebbe fuori i vecchi azionisti. L’ammontare dell’emissione dipende dalla conversione delle obbligazioni subordinate. Il sacrificio, inizialmente, sembrava limitato agli istituzionali. Ora pare che venga coinvolto anche il risparmio privato. L’assemblea che dovrà approvare il progetto è fissata per il 24 novembre.

Resta da capire l’origine dei vorticosi acquisti di Borsa. Sono iniziati una settimana fa con l’ufficializzazione della proposta di Passera. Era il segno che forse Mps non era proprio quel disastro che si pensava. Ovviamente il recupero delle quotazioni ha costretto la speculazione al ribasso al ribaltamento delle posizioni. Il rialzo è diventato fiammeggiante. Però non basta. Gli acquisti sono fatti da mani molto forti. Sembrano così confermate le voci che indicano alcuni grandi fondi Usa, quello di George Soros e l’altro guidato da John Paulson. Sullo sfondo si muove il Quatar. Ancora più sfocata l’eventuale presenza di Unipol.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • gale84u

    26 Ottobre 2016 - 12:12

    ma non e' stato fatto il bail in per evitare di toccare (le risorse interne??) il personale, ed ora tocca a loro ???!!

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