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Inps, Boeri: quindici giorni obbligatori di congedo paterno

Inps, Boeri: quindici giorni obbligatori di congedo paterno

Ridurre le «asimmetrie» presenti nel mondo del lavoro è la nuova frontiera del presidente dell’Inps, Tito Boeri, sempre in prima linea quando c’è da smuovere le stagnanti acque del mercato dell’occupazione. L’ultima proposta riguarda i padri e il timoniere dell’ente pensionistico si è detto «molto d’accordo nel rendere il congedo di paternità obbligatorio» durante il primo mese di vita del bambino.

Quella di obbligare i neo papà a prendere 15 giorni di congedo è una delle proposte avanzate da Boeri durante i lavori del Forum “Elle active” incentrato su donne e lavoro, che ha visto la presenza, fra gli altri, di Emma Bonino e del sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il presidente dell’Inps ha parlato anche di eliminare l’obbligatorietà della partita Iva per fatturati inferiori ai 30mila euro. Ma il vero elemento di novità è rappresentato dal congedo parentale. «Abbiamo già un presenza femminile sul mercato del lavoro molto bassa», spiega l’economista, «c’è il 65% di occupazione femminile e quando una donna diventa mamma questo dato si abbassa al 50%». Per questo motivo la proposta di Boeri serve a «ridurre le asimmetrie». Oggi quel dislivello tra uomo e donna nel lavoro «deriva dal fatto che i datori di lavoro percepiscono le donne come un costo superiore rispetto agli uomini», sostiene il presidente dell’Inps, «poi è anche un fatto culturale per cui è diffusa l’idea che una mamma che lavora è una cattiva madre», per cui «si è creato un circolo vizioso, un equilibrio sbagliato e bisogna rompere questo circolo vizioso facendo delle scelte obbligatorie, inserendo magari anche la sanzione». Insomma, a casa per legge anche i padri.

Da Firenze, a stretto giro di agenzie, è arrivata la replica del ministro del Lavoro, nonostante fosse impegnato a seguire i lavori della Leopolda renziana. «Sarà presa in considerazione, ma tutte le proposte hanno dei costi. Bisogna vedere come questi costi sono sostenibili», spiega Giuliano Poletti, «c’è una proposta in Parlamento, ora è previsto per due giorni.

L’ampliamento sta alla discussione in Aula che vedrà cosa sarà opportuno fare». Meno diplomatico è più diretto il commento di Fabrizia Giuliani, parlamentare del Pd. «Ha fatto bene Boeri a sollevare la questione inerente al congedo parentale. La questione però non può essere affrontata in termini di obblighi e sanzioni», dice l’esponente dem, «credo che spetti al Parlamento legiferare in merito, estendendo il congedo parentale a 15 giorni, rispetto al solo giorno oggi previsto dalla legge, come del resto un fronte politico trasversale chiede da tempo. È più diffusa di quanto si pensi la consapevolezza che la condivisone del lavoro di cura rappresenti un passo avanti, e che sia necessario sostenere l’occupazione femminile ancora troppo lontana da parametri europei». Emma Bonino, ex-ministro degli Esteri e storica rappresentante politica dei Radicali, la pensa diversamente. «È eccessivo prescrivere l’obbligatorietà del congedo di paternità», in quanto «bisogna stare attenti a non entrare troppo nelle scelte individuali dei cittadini, che come noi vogliono vivere liberi».

Nel frattempo è in arrivo un emendamento alla legge di Bilancio per portare i giorni di congedo obbligatorio di paternità a 5 giorni. Prima firmataria la deputata del Pd Titti Di Salvo. Un’identica proposta di legge è stata presentata al Senato dalla senatrice del Pd Valeria Fedeli. (E.PA.)

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