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Vince Trump, lo "scatto" a Wall street. Le ragioni: che cosa sta succedendo

Vince Trump, lo "scatto" a Wall street. Le ragioni: che cosa sta succedendo

Catastrofi, bombe atomiche, crolli, grandi proteste di piazza, turpiloqui e scontri violenti. Niente di tutto questo, semplicemente un'elezione con un vincitore e un vinto, dunque una certezza, ed a corollario il proseguimento del rialzo a Wall Street. Perché a Wall Street c'è ancora voglia di rialzo, questo è il desiderio dei "Big Fish" e se non ci sono incertezze, la strada è spianata.

Dunque era tutto uno scherzo?

Gordon Gekko lo diceva nel 1986: "noi facciamo le regole: le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo. Tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri, seduti, si domandano come accidenti abbiamo fatto".

Eppure, nonostante le evidenza, la gran parte dei media, dei commentatori e dei comunicatori, ogni volta si aggrappa cercando una possibile spiegazione, anche la più improbabile, convinti, illudendosi che tutto possa essere prevedibile.

Prevedibile, sì il giorno dopo, e a volte è difficile persino il giorno dopo.

I mercati battezzano l'elezione di Trump con un ribasso, soprattutto in Oriente, i futures in Usa sono pesantemente in rosso, ai mercati piace illudere e proprio nel momento in cui si aggiornano gli algoritmi e le previsioni sui supporti, cioè a quali livelli si potrà fermare questo ribasso, ecco che arriva, senza nessuna eclatante motivazione, un'inversione di tendenza. Lenta, ma inesorabile, a metà giornata inizia la rimonta, su, sempre più su fino a far tagliare il traguardo positivo per le borse europee (Milano poco sotto) e in serata, ampliando i guadagni a Wall Street, fino quasi a dilagare.

Sul listino molte curiosità che si alternano tra sorprese e conferme, perché sono proprio le azioni delle banche, Goldman Sachs, Jp Morgan, Bank of America, tanto amiche di Hillary Clinton, a vedere i rialzi più corposi, veri e propri strappi con gap, cioè rialzi che si sono manifestati fin dall'inizio della seduta. Dopo le banche, segue l'industria pesante, portabandiera della politica di Trump, mentre con il segno meno c'è tutta la galassia californiana, da Facebook a Google (Alphabet) sino a Apple, credo che sia coerente, nessuno più della nuova tecnologia può avversare le idee del nuovo presidente.

Segnali importanti arrivano dal Dollaro in rafforzamento e dall'Oro, partito in gran rialzo, poi flette, a mio avviso il canto del cigno, ovvero il segnale di nuovi ribassi per il metallo giallo.

Come vi avevo qui anticipato, non sarà l'elezione di Trump (e non sarebbe stata nemmeno quella della Clinton) a invertire o interrompere un ciclo al rialzo sulle azioni che ha ancora molta vita e molta vitalità.

Il mio indicatore che vi avevo segnalato in precedenza, per ora sembra vederci bene, speriamo che continui ad avere vista lunga.

Tutto questo e molto altro domani in edicola su "Panino e Listino" la rubrica su Libero cartaceo.

di Buddy Fox
@Paninoelistino

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