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Bce, spread e banche

Italia sotto attacco finanziario, perché Draghi non ci può salvare

Italia sotto attacco finanziario, perché Draghi non ci può salvare

Un paracadute c'è, ma potrebbe non bastare. La Banca Centrale europea da tempo si sta preparando allo scenario peggiore per l'Italia: quello di una crisi politica (la sconfitta di Matteo Renzi alle primarie) con annesso choc finanziario (la speculazione sui titoli di Stato). Contro lo spread, Francoforte ha un'arma a tempo, ma efficacie. La Bce infatti si è già detta pronta a comprare, da lunedì se necessario, più titoli italiani del solito. Il pacchetto di acquisti da 80 miliardi di euro mensili previsto dal quantitative easing è flessibile, l'Eurotower può scegliere cioè (in misura parziale) dove investire quelle risorse. Per disinnescare la bomba speculativa, dunque, Mario Draghi agirebbe con tutti i suoi mezzi a disposizione.

Il guaio, sottolinea il Corriere della Sera, è che la Bce non compra direttamente titoli bancari, e proprio il settore bancario, come dimostrato dalla drammatica giornata di lunedì a Piazza Affari, è l'anello debole della finanza italiana. Servirebbe un'azione congiunta Bce-governo italiano, che secondo indiscrezioni potrebbe concretizzarsi in una richiesta di "aiuto europeo" da Palazzo Chigi per le nostre banche. Ipotesi estreme, messe in circolo forse anche per placare gli allarmi (terroristici) che da più parti al di qua e al di là dell'Oceano piovono sul voto italiano.

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