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Draghi, riforme contro la crisi

Berlusconi: stiamo lavorando

Draghi, riforme contro la crisi

Per uscire dalla crisi servono riforme strutturali. Di questo ne è convinto il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, il quale intravede "segnali incoraggianti" per la crisi finanziaria in atto. Dalla metà di marzo le tensioni sui mercati finanziari si sono allentate; le quotazioni di borsa sono tornate su livelli di inizio anno; gli indicatori qualitativi dell'economia reale mostrano un'attenuazione delle spinte recessive". Secondo Draghi è dunque indispensabile che vengano effettuate riforme strutturali al fine di garantire la tenuta dei conti pubblici e compiere interventi che completino il riassetto degli ammortizzatori sociali, la ripresa degli investimenti pubblici, le azioni di sostegno della domanda e del credito.
Le misure di riduzione della spesa corrente "vanno introdotte nella legislazione subito, anche se con effetti differiti, senza rinvii a ulteriori atti normativi", ha detto Draghi sottolineando come "molto ci si aspetta dalla progettata riforma della pubblica amministrazione".

Pronta la risposta di Silvio Berlusconi dopo l'appello di Draghi sulle riforme. "Siamo qui a lavorare per questo", commenta il premier dall'Aquila e assicura di avere "tutta l'intenzione di fare tutto quello che sarà necessario nel più breve tempo possibile". Inoltre, Berlusconi ha definito la relazione di Draghi "positiva e attenta all'ottimismo".


Secondo Draghi, in Italia la crisi mondiale determinerà, secondo le previsioni più aggiornate, "una caduta del Pil di circa il 5% quest'anno", dopo la diminuzione di un punto nel 2008. "L'operare degli stabilizzatori automatici dovrebbe accrescere il disavanzo pubblico nell'anno in corso di circa 2 punti percentuali del prodotto, aoltre il 4,5%; nel 2010, il disavanzo potrebbe superare il 5%".

Questione disoccupazione -
I lavoratori in cassa integrazione e coloro che cercano un'occupazione, oggi pari all'8,5% della forza lavoro, potrebbero salire oltre il 10%,secondo la previsione del governatore di  Bankitalia che nelle considerazioni finali sottolinea come "gli interventi governativi a supporto delle famiglie meno abbienti e gli incentivi all'acquisto di beni durevoli stanno fornendo un temporaneo ausilio".

Prestiti bancari -
La crisi economica ha causato una contrazione del creditoerogato dal sistema bancario. Draghi ha perciò chiesto alle banche di non diminuire la prudenza nel concedere prestiti, ma di adottare piuttostoun atteggiamento di "lungimiranza" nel valutare il merito di credito dei loro clienti. "Il deterioramento dell'economia tende a frenare i prestiti bancari", spiega Draghi nelle Considerazioni Finali sottolineando che "il tasso di crescita trimestrale del credito alle imprese non finanziarie si è annullato; era del 12% un anno prima". Intanto continuano a rallentare anche i prestiti alle famiglie. Se tuttavia alle banche "non si può chiedere di allentare la prudenza nell'erogare il credito", osserva il Governatore precisando che "non è nell'interesse della nostra economia un sistema bancario che metta a rischio l'integrità dei bilanci e la fiducia di coloro che gli affidano i propri risparmi. Quel che si può e si deve chiedere alle nostre banche - avverte tuttavia - è di affinare la capacità di riconoscere il merito di credito nelle presenti, eccezionali circostanze". Secondo il il Governatore in pratica, "va posta un'attenzione straordinaria alle prospettive di medio lungo periodo delle imprese che chiedono assistenza finanziaria".


Contrasto alle attività irregolari -
Il Governatore ha poi parlato di "progressi nel contrasto alle attività irregolari consentirebbero di ridurre le aliquote legali, diminuendo distorsioni e ingiustizie". "Semplificazione normativa ed efficacia dell'azione pubblica sono condizioni necessarie per ridurre il peso dell'economia irregolare, stimato in più del 15% dell'attività economica". Draghi spiega che "l'occultamento di una parte considerevole delle basi imponibili accresce l'onere imposto ai contribuenti ligi al dovere fiscale. E' un fattore che riduce la competività di larga parte delle imprese, determina iniquità e disarticola il tessuto sociale".

Stress test bancari – Ultimo punto del discorso di Draghi è stato il sistema bancario italiano, che dimostra la capacità di "resistere anche a scenari più sfavorevoli". E' il risultato delle prove di resistenza allo stress (cioé a una evoluzione particolarmente sfavorevole della congiuntura economica) effettuate dalla Banca d'Italia. Lo ha reso noto il Governatore, Mario Draghi. La Banca d'Italia - ha concluso - è pronta a definire con le banche partecipanti al capitale e con il Governo "la questione dell'assetto proprietario". L'attuale assetto proprietario - ha detto Draghi - "ha garantito per oltre 70 anni l'indipendenza e l'autonomia decisionale dell'istituto. L'evoluzione della struttura del sistema bancario fa tuttavia emergere un'anomalia formale che è opportuno rimuovere".

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Commenti all'articolo

  • alcibiade

    30 Maggio 2009 - 09:09

    lavoreremo appena mi sarò tolto una velina dalle ginocchia!

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  • ghorio

    29 Maggio 2009 - 14:02

    I giornali continuano a dedicare pagine e pagine a Noemi, Letizia e cosi di seguito, senza dare risalto alle notizie che contano veramente. Si critica giustamente "Repubblica" e poi si sprecano pagine per dare risalto alle stesse argomentazioni in senso contrario. Fatta la premessa, mi permetto, pur non essendo economista di professione, di fare qualche considerazione sul discorso rituale del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, amche se era stato detto e scritto, che con l'arrivo dei vari Trichet, i governatori delle banche centrali non avrebbero più contato. Il governatore Draghi chiede le riforme strutturali, ma il governo è insensibile a questa argomentazione, anche se mi piacerebbe conoscere nel dettaglio queste riforme, a parte la generica affermazione della"riforma della pubblica ammnistrazione". Lo stesso dicasi per le "economie irregolari". Inoltre la Banca d'Italia dovrebbe imporsi con le varie banche, vedi massimo scoperto,, in modo che il ruolo di questi itituti non ostacoli la ripresa ecomomica, viste le difficoltà di ottenere prestiti da parte delle imprese e anche da parte dei privati. Quanto alla disoccupazione, il governatore dovrebbe fornire qualche ricetta per arginarla e non limitarsi a riportare frasi fatte. Giovanni Attinà

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