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Buddy Fox: Mediaset, i francesi e il sogno proibito Teleset

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Buddy Fox: Mediaset, i francesi e il sogno proibito Teleset

Mediaset e Telecom finalmente convoleranno a giuste nozze? Sì perché quello di Mediaset e Telecom è almeno da 20 anni il sogno proibito, e mai realizzato di Piazza Affari. Un sogno proibito e più volte accarezzato, ogni qualvolta che Telecom interrompeva le sue brevi, fugaci e costosi relazioni. Perché Telecom di promessi mariti ne ha avuti molti in passato, dallo Stato è passata agli italiani aristocratici, e dagli aristocratici agli italiani barbari (la razza Padana), dai barbari ha rischiato di diventare tedesca, per poi ritornare italiana, quasi americana, per un soffio At&T ma anche Slim, fino a diventare spagnola. Sembrava accasata, ma non accontentata, nuova separazione e ora i francesi.

Sì, proprio i cugini francesi, amati, odiati, ma sempre eterni rivali. A calcio vinciamo e perdiamo, nella finanza una volta primeggiavamo. Una volta c'era Cuccia, e loro avevano Michelle David-Weill, noi avevamo Cuccia e loro avevano Antoine Bernheim che di Cuccia era amico, tanto che il grande vecchio gli consegnò il comando di Generali, la corazzata e braccio armato di Mediobanca.

Altri tempi, oggi i francesi comandano, Bollorè è solo la punta di diamante dello squadrone, prima di lui c'è stato l'assalto al lusso italiano, da Gucci a Bulgari è una passerella infinita di griffe, e poi c'è Parmalat risanata da Bondi e consegnata pulita e ricca alla Lactalis, una mucca da mungere. E poi c'è l'energia con Edison, per non parlare delle banche, si sono presi le migliori.

E poi c'è la seconda fase, l'oggi dove invece di comprare si pensa a comandare. Pensateci bene, chi c'è oggi a capo di Unicredit? Mustier, un francese. E di Generali? Donnet, un altro francese. E a Mediobanca chi c'è? Bollorè, il francese. E a Telecom? Sempre lui, Bollorè. E a Mediaset?

Italia scacco matto? In confronto di questi, Napoleone è stato un gentiluomo. Come ai tempi di Asterix, ma a parti inverse, in questa guerra contro l'impero, in Italia c'è ancora un piccolo avamposto che regge, combattendo e difendendosi ed è Alerion, la regina del vento che cerca di scappare dalle grinfie del colosso Edf. La storia ci riguarda, resistere è il nostro motto. Prima del referendum, Davide Serra disse che se avesse vinto il Sì, l'enorme schieramento di investitori stranieri Oltralpe, avrebbe fatto a gara per investire in Italia. Denaro come se piovesse.

Ha vinto il NO, e gli investitori si sono scatenati comunque, tutto dentro l'Italia, anche se questo più che un investimento, somiglia sempre più a un assalto alla diligenza, una diligenza parcheggiata in Piazzetta Cuccia. Questo e molto altro lo trovate in "paninoelistino" in edicola oggi su Libero.

di Buddy Fox
@paninoelistino
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Commenti all'articolo

  • marino43

    16 Dicembre 2016 - 11:11

    Tanto rumore per questa faccenda solo perché di mezzo c'è Berlusconi.... ma poco o nulla si è detto per tutti i brands italiani passati in mani straniere in anni passati e recenti senza contare della dismissione dell'acciaio, della delocalizzazione di parte della FIAT, della chiusura delle fabbriche del Sulcis- Iglesientes .... I francesi si prendono il biscone? BENEEEEEE... Incapaci a casa!

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  • Arch Stanton

    15 Dicembre 2016 - 19:07

    Il problema non è la vendita, Berlusconi stesso ha invitato Vivendi ad entrare dalla porta, hanno firmato un contratto vincolante per la compravendita del 100% di Premium, e poi Vivendi l'ha stracciato per far cadere il valore delle azioni Mediaset, per poi comprarle a basso costo. Mediaset non vuole essere comprata e controllata da Vivendi, non era nei patti siglati e per questo è ostile.

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    • marino43

      16 Dicembre 2016 - 11:11

      Probabilmente Tramp direbbe sono stati i più furbi!

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