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Lettera a Repubblica

Vivendi, de Puyfontaine: "Con Mediaset azione di lungo termine e trasparente"

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Vivendi, de Puyfontaine: "Con Mediaset azione di lungo termine e trasparente"

A muovere Vivendi non sono sforzi "opachi, speculativi o dettati da sete di conquista". Tutto il "contrario". "Siamo in Italia per realizzare un progetto ambizioso, di lungo termine, costruito su ciò che l'Italia e la Francia hanno in comune: la vicinanza della loro tradizione latina". A spiegare il futuro di Mediaset è il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine che in una lettera a La Repubblica entra nel merito delle recenti polemiche legate all'aumento della partecipazione del gruppo francese nel capitale del Biscione di cui Vivendi controlla adesso il 29,94% dei diritti di voto. 

"Vivendi", spiega de Puyfontaine, "rafforzandosi in Sud Europa, sta scommettendo sulla cultura europea per far fronte alla concorrenza sempre più agguerrita dei colossi anglosassoni, americani e cinesi. È in questa logica e per centrare questi obiettivi che Vivendi ha investito negli ultimi due anni in Italia, prima in Telecom Italia e successivamente in Mediaset". Nonostante le "difficoltà per trovare un terreno comune con Mediaset", sottolinea de Puyfontaine, "non abbiamo abbandonato il nostro progetto iniziale finalizzato alla creazione di un grande gruppo dell'Europa meridionale in cui convergano contenuti e tlc, di cui Mediaset rimane, secondo noi, uno dei pilastri. È per questo, che nel novembre 2016, abbiamo deciso di investire direttamente in Mediaset, diventandone il secondo azionista". "Noi siamo", tiene a dire, "soci industriali che desiderano apportare il loro contributo al progetto paneuropeo che abbiamo deciso di sviluppare. La nostra azione è di lungo termine ed è trasparente. Questo, il senso delle mie dichiarazioni al governo italiano e alla Consob".

L'approccio di Vivendi, continua il Ceo, "non è per nulla opportunistico ma finalizzato a rafforzare l'unicità, l'eccellenza e
la competenza delle aziende italiane, combinandole con le peculiarità di altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna. Si tratta di un progetto ambizioso ed equilibrato, che però ha bisogno di adesione e  sostegno. I miei recenti contatti con il governo italiano, le istituzioni, le autorità di mercato, gli azionisti, i dipendenti, hanno un unico obiettivo: creare quella fiducia indispensabile, per portare avanti con successo un tale progetto. Spesso il confronto è stato acceso, ma io sono sempre stato attento affinché avvenisse in modo trasparente e nel rigoroso rispetto delle leggi e delle regole del mercato".

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    14 Gennaio 2017 - 08:08

    La trasparenza di Vivendi e' una scalata ostile infrangendo i patti gia' conclusi.

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  • Anna 17

    Anna 17

    13 Gennaio 2017 - 20:08

    Prima con l'applicazione retroattiva di una legge l'hanno buttato fuori dal Senato, ora hanno chiamato Ballorè per sfilargli il giochino macina utili. Francamente un silvio di 20 anni fa non l'avrebbero imbottigliato come ora. Si vede che gli anni e gli acciacchi hanno lasciato un segno negativo sulla sua persona. Ed una ciurma d'incapaci ormai lo condiziona sempre più pesantemente.

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  • fofetto

    13 Gennaio 2017 - 20:08

    Ma va a farti una peretta e poi comportati di conseguenza, che così magari migliora quella cera di mafioso pescecane della finanza che ti ritrovi.

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