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La mossa del gruppo assicurativo

Generali si compra un pezzo di Banca Intesa per impedire di essere scalata

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Generali si compra un pezzo di Banca Intesa per impedire di essere scalata

A questo punto è chiaro che le voci sulla scalata alle Generali sono più che semplici esercizi della speculazione per rianimare il titolo. Generali, al termine di una seduta al galoppo (+3,94% a 14,25) ha annunciato l' arrocco. Ha acquistato, "attraverso un' operazione di prestito titoli" il 3,01% dei diritti di voto di Intesa Sanpaolo che, nel frattempo, in Borsa perdeva il 2,91%. Investimento di 505 milioni che tuttavia per il momento Trieste non ha tirato fuori se non in minima parte. Con il "prestito titoli" infatti ha solo "affittato" le azioni. Vedrà più avanti se tenerle o restituirle.

L'annuncio di Generali rappresenta la conferma alle voci secondo cui Intesa, insieme ad Allianz era vicina ad un blitz sul gruppo assicurativo. Un progetto, peraltro non smentito da Gian Maria Gros Pietro, presidente della banca che ha opposto un secco "no comment" a ogni richiesta di chiarimento. La risposta di Generali è uguale a quella del marzo 2006, quando Capitalia guidata da Matteo Arpe (Cesare Geronzi era in fuori gioco per i suoi problemi giudiziari) salì al 2% di Banca Intesa. Secondo le norme che vietano le partecipazioni incrociate, la prima società che denuncia il possesso di almeno il 2% di un concorrente, congela l' altra. Così ora se Intesa Sanpaolo annunciasse di aver acquistato azioni di Generali anche in misura superiore al 2% vedrebbe sterilizzati i diritti di voto. Da agosto il gruppo assicurativo è al centro di speculazioni e voci, che lo vedono preda di Axa o la tedesca Allianz. Oppure di gruppi come Intesa Sanpaolo spinti ad agire per garantire l' italianità del gruppo. Una trincea gradita al governo considerando che nel portafoglio di Generali ci sono ben 70 miliardi di Btp.

E le indiscrezioni si accompagnano con la prossima uscita del direttore generale Alberto Minali, ex cfo dell' era di Mario Greco. Il supermanager starebbe per lasciare le deleghe all' amministratore delegato Philippe Donnet che con il capitale francese ha molta familiarità. Ha avuto posizioni di responsabilità in Axa per trent' anni ed è attualmente consigliere di Vivendi. Il gruppo multimediale fa capo a Vicent Bolloré socio di Generali e secondo azionista di Mediobanca che da più di mezzo secolo rappresenta il "dominus" del gruppo triestino.

L' arrocco a sorpresa deciso da Generali apre una partita finora rimasta sotto traccia. Molto ora dipenderà dai grandi soci a cominciare proprio da Mediobanca e da Caltagirone. Difficile pensare che Palazzo Chigi rimanga a guardare.

di Nino Sunseri

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