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La svolta di Giacomino

Giacomo Draghi lascia Morgan Stanley per un fondo da 2,5 miliardi di dollari: potrà speculare sull'euro

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Giacomo Draghi

Giacomo Draghi, figlio del presidente della Banca centrale europea, il nostro super-Mario, è in procinto di dare le dimissioni da Morgan Stanley per accasarsi al fondo avvoltoio Lmr Partners. Per 13 anni è stato ai vertici della banca d'affari americana, occupandosi di strumenti derivati denominati in euro e franchi svizzeri.

Il fondo Lmr, fondato da due ex dipendenti della Ubs, ha sede a Londra e Hong Kong, gestisce 2,5 miliardi di dollari. Per Draghi jr si tratta di fatto di un nuovo lavoro, una novità che potrebbe dare qualche grattacapo a suo padre Mario, il governatore della Banca centrale europea. Quando in passato è stato pungolato sul possibile conflitto di interessi tra il suo ruolo e il lavoro di suo figlio, la reazione di Draghi senior è sempre stata la stessa: Draghi jr si è sempre occupato di trading alla Morgan Stanley, comprava e vendeva derivati sul mercato, non si occupava di vendere per conto della banca prodotti sui quali percepiva una commissione.

Adesso però la "difesa di famiglia" dovrà subire una piccola revisione, perché il giovane Giacomo avrà tutto l'interesse di speculare sulla moneta governata dal padre. Il colmo, insomma, è servito: Draghi jr speculerà contro l'euro. Insomma, combatterà nell'alta finanza proprio contro suo papà.

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Commenti all'articolo

  • Antghi

    14 Febbraio 2017 - 08:08

    Che delusione! Piu' sono importanti per censo e denaro più si sentono bisognosi di appariscenza!

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  • dom67

    10 Febbraio 2017 - 15:03

    Massone il padre, massone pure il figlio

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  • begeca

    10 Febbraio 2017 - 14:02

    " possibile conflitto di interessi " ma quando mai il padre da informazioni al figlio

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