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Il decreto

Imu, slittamento della prima rata a settembre

Enrico Letta

Enrico Letta

 

Un mini rinvio a settembre. Una mini-sospensione e soltanto sulla prima casa. Questo le ipotesi che circolano sul programma del governo Letta sull'Imu. E' quanto riferiscono fonti ministeriali, senza entrare nel dettaglio del decreto sul quale sta lavorando l'esecutivo (il Cdm inizierà alle 18). La sospensione della gabella sulla casa, dunque, non riguarderebbe i capannoni industriali (l'importo da versare anzi aumenterà) anche se, viene riferito, si cercherà fino all'ultimo minuto di estenere la misura.

Tensione alle stelle - La soluzione che si potrebbe prospettare è destinata ad essere bocciata dal Pdl, che chiede l'abolizione della tassa e la restituzione di quanto versato. Un mini-slittamento di soli tre mesi difficilmente potrebbe essere digerito dagli azzurri, già sugli scudi per la condanna Mediaset a Silvio Berlusconi e per il balletto del Partito democratico sulla nomina di Francesco Nitto Palma in Commissione Giustizia. Se le indiscrezioni venissero confermate, la tensione nel governo è destinata a schizzare alle stelle.

Le coperture - Sempre stando alle indiscrezioni, saranno anticipi di Tesoreria e della Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dal Tesoro, a finanziare i Comuni al posto dell'acconto Imu sulla prima casa di giugno, che comunque verrà rinviato. Lo slittamento dell'acconto della gabella vale due miliardi, ma tecnicamente non ha bisogno di copertura perché si tratta solo di un rinvio. Da coprire, per quel che riguarda i soldi dovuti ai Comuni, sono soltanto gli interessi sulle somme anticipate dal Tesoro (e dalla Cdp) che sono, tuttavia, di modesta entità. Il decreto stabilisce che i Comuni dovranno calcolare l'Imu dovuta sulla base dei dati del dipartimento delle Finanze in vista di pubblicazione a breve.

Rifinanziamento Cig - Nel decreto che verrà messo a punto in Consiglio dei ministri troverà spazio anche il rifinanziamento della Cig: i soldi arriveranno in parte dal fondo stanziato dal ministero del Lavoro per la formazione e in parte dalle somme utilizzate dai fondi residui della detassazione dei salari di produttività. L'idea è quella di arrivare alla somma di 1,5 miliardi circa, compresi gli 800 milioni del fondo stanziato dalla legge di stabilità.

 

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  • encol

    10 Maggio 2013 - 07:07

    Non c'è nulla da abolire ma moltissimo da trasformare. Negli ultimi 15 anni si sono assunti medici di base e mi riferisco solamente a questa categoria, senza alcun concorso ma semplicemente, via raccomandazione o corruzione che dir si voglia, parcheggiandoli in una "graduatoria". Come se questo semplice termine inventato alla bisogna trasformasse dei somari in geni della medicina. Provi a calcolare quante medicine che lo stato, ovvero tutti, noi paghiamo per buttarli nel ces... e quanti esami inutili ma costosissimi per la comunità vengono richiesti a tutto tondo semplicemente causa della loro totale mancanza di cultura clinica che non permette di formulare uno straccio di diagnosi corretta. Quindi BISOGNA trasformare usando il cervello non semplicemente eliminare. Chi taglia in verticale come ha fatto il precedente Ministro della sanità NON conclude nulla anzi peggiora le cose. Infine perche la direzione di ASL e Ospedali deve essere affidata a "politici" ???

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  • carlo58

    09 Maggio 2013 - 21:09

    sta dicendo dalla gruberina che l'imu sulla prima casa verrà, in qualche modo, mantenuta. io propongo di uscire, sempre in qualche modo, dal governo. ma non aq settembre. subito.

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  • carlo58

    09 Maggio 2013 - 19:07

    no governo.

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  • vin43

    09 Maggio 2013 - 19:07

    Recitassero i «capatazzi» della sinistra democratica il «mea culpa». C’è stato il momento propizio per mettere le cose a posto. C’era al governo un uomo capace. Bastava che si facesse lavorare. Se non c’era collaborazione, cosa che B. ha chiesto dal primo istante del suo ultimo insediamento 2008, almeno non l’avessero ostacolato. Le cose ora sarebbero state più facili da risolvere. Come quando in un vigneto si ritarda la potatura verde le viti s’intralciano tra loro tale da non potersi facilmente entrare. Così è il nostro «Bel Paese»: Una giungla. Per di più, tra i pochi operai inesperti si rifiuta l’apporto dell’unico uomo capace. Imparino da B. è l’unico che ha le idee chiare.

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