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Lo Stato vorace

Fisco, Equitalia contesta Grillo sul pignoramento dei conti: la verità già scritta da Libero

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Fisco, Equitalia contesta Grillo sul pignoramento dei conti: la verità già scritta da Libero

Non ci sono dubbi sul fatto che dal 1 luglio l'Agenzia delle Entrate potrà entrare e pignorare i conti degli italiani se hanno cartelle non pagate con Equitalia. L'annosa questione è tornata agli onori della cronaca solo pochi giorni fa, quando Beppe Grillo lo ha denunciato sul suo blog, ribadendo che "la nuova Equitalia made in Renzi avrà il potere di procedere al pignoramento dei conti correnti ion modo diretto, prendendo i soldi direttamente dalla banche, senza dover richiedere l'apposita autorizzazione al giudice".

L'informazione di Grillo è vera, anche se Equitalia non è del tutto d'accordo e in una nota del 5 giugno scorso ha voluto precisare: "l'azione di pignoramento presso terzi è disciplinata da una norma del 2005 (dl 203/2005 che ha introdotto l’art. 72 bis del DPR 602/1973)". La procedura di pignoramento può avvenire poi con precise condizioni, quali per esempio che il contribuente "non abbia dato seguito agli atti che sono stati notificati, né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto".

Equitalia però non la dice tutta e fino in fondo. Come già scritto da Libero - quasi un mese prima, il 22 maggio - in un dettagliatissimo articolo firmato da Tobia De Stefano, per dare il via libera a questa prepotenza del fisco è stato determinante il decreto fiscale del 2016 (dl 193/2016) e l'ultima manovrina (dl 50/2017). Quel provvedimento ha unito numerose banche dati dello Stato, rendendo accessibili al fisco informazioni che prima richiedevano l'intervento di un giudice. Sulla carta l'obiettivo voleva essere la caccia ai grandi evasori, di fatto - è il sospetto più diffuso - questa operazione si trasformerà nell'ennesimo torchio imposto sulla testa dei contribuenti italiani.

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